“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

Art. 54 della Costituzione Italiana

domenica 27 ottobre 2013

Sorridete cittadini, siete su "Scherzi a parte"




(ritaglio di giornale dal "Messaggero" di alcuni giorni fa)

Se qualcuno ci sperava, è meglio che si rassegni: la fantasia non è andata al potere. L’ipocrisia invece sì.
E' quella pratica tanto cara a molti politici (soprattutto a quelli vincenti) che consiste nel dire una cosa perché in quel momento conviene, sapendo benissimo che si farà dell'altro.
Consiste nel fare sistematicamente la faccia buona, nel promettere, nell'accondiscendere sapendo che si sta mentendo, ma tanto "la gente" non se ne accorgerà, oppure avrà altro da fare - che consiste  nel prendere in giro le stesse istituzioni, ovviamente.
Un esempio? Il 24 settembre la maggioranza di centrodestra ha votato compatta (senza neppure discuterla) una mozione della minoranza sull'avvio delle procedure per la risoluzione del contratto con la Gesam, riconoscendosi nella mozione stessa che in modo articolato e puntiglioso argomentava sui gravi inadempimenti della ditta. Tutti i consiglieri hanno detto sì. Hanno riconosciuto i gravi inadempimenti, detto "mo' basta" e votato una mozione che "impegnava il sindaco ad avviare le procedure di risoluzione del contratto con la ditta Gesam". Adesso però ci hanno ripensato.
Non so quanto fossero tutti in buona fede. Se ne avessero parlato concludendo che, poiché in quei giorni le cronache dei giornali riportavano notizie di indagini in corso, era meglio votare la mozione, e poi fare altro.
Non so neppure cosa sia successo nei giorni successivi.
Correttezza istituzionale avrebbe reso opportuno un chiarimento. Una cosa del tipo "Cari concittadini e cara minoranza, è vero che abbiamo votato la risoluzione del contratto con la Gesam, ma ora ci abbiamo ripensato,  per questo motivo, e poi questo, e poi questo ecc. ecc. Scusateci, quella mozione per noi è carta straccia". Ovviamente non è successo nulla di tutto questo perché l'ipocrisia non chiede scusa, è maleducata e arrogante per definizione.
Così la maggioranza di centrodestra, il sindaco Bacheca e soprattutto il delegato Maggi hanno votato la mozione e poi non hanno alzato un dito per fare quello  che c'era scritto, non si sono insomma "impegnati" manco per niente.  Hanno aspettato circa un mese e poi sono tornati sui giornali a dire che basta, il comune "punta tutto sulla differenziata" (ma davvero?) "si cambia registro"( perdinci!) . Che i vigili hanno persino aperti i bidoncini (eureka!) e che la ditta Gesam la prossima estate passerà a raccogliere l'umido persino di sabato.  Altro che risoluzione del contratto (sul perché ci siano voluti 2 anni per addivenire a questo risultato, non è dato sapere).
Non solo. Il sindaco e Maggi hanno fatto la voce grossa ricordando che il nostro Comune è arrivato al 50% della differenziata, un successone. Peccato che lo spettacolo indecente di due estati consecutive,  le normative (e la logica) dicano altro. Dopo due anni di differenziata "spinta" dovevamo già essere al 65% di differenziata, e visto che non ci siamo, potremmo essere soggetti a quanto stabilisce il D.Lgs 152/2006. Art. 205 comma 3 , e cioè essere sottoposti ad una addizionale di costi di conferimento del 20%.
Il 20% in più perché da due anni l'amministrazione non controlla, non vigila, non difende la pulizia della città e il rispetto del contratto. Il 20% in più di tassa sui rifiuti, perché la differenziata non va come avrebbe dovuto. Il 20% che se applicato pagheremo tutti noi sulla TARES.

A proposito. Chi crede ancora che il Consiglio comunale sia una cosa seria, può leggere la delibera che recepisce la mozione, con tutti gli allegati, gli interventi e i votanti sul sito del Comune. E' la n.29.
 
Paola Rocchi

Un nuovo Consiglio

(La foto è stata scattata alcuni giorni fa da Gualtiero Caliumi, che ringraziamo)





Per mercoledì 30 ottobre alle 21, presso la sala Flaminia Odescalchi,è stato convocato un Consiglio comunale con 7 punti all'o.d.g. (vedi sito istituzionale del Comune di Santa Marinella http://www.santamarinella.rm.gov.it/. In evidenza anche l'iscrizione all'albo di scrutatori e presidenti di seggio, che scade a giorni).

Al punto n. 2 si legge qualcosa che è un obbligo di legge: "Presentazione al Consiglio delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato".

Invitiamo i cittadini a partecipare per ascoltare di persona le cose avvincenti che ha in programma l'Amministrazione Bacheca per tutti noi.

Ad esempio nella premessa si legge "Elementi fondanti sono il lavoro, lo sviluppo, la cultura, il sostegno sociale, la collaborazione tra istituzione e cittadini. Una visione positiva e organica dotata di una forte spinta verso il basso".

La distanza fra questo documento e ciò che si è visto nei primi 5 anni dell'amministrazione Bacheca è siderale, a partire dal fatto che, a proposito di lavoro, se i lavoratori della Multiservizi rischiano di trovarsi a spasso è  perché nel corso del mandato Bacheca la partecipata ha avuto due anni di disavanzo. Per non parlare della bocciatura del garante che evidentemente  l'amministrazione non è riuscita ad evitare.

A parte ciò, immaginando che ora sarà diverso, in attesa che si realizzino le magnifiche cose promesse, qualcuno per piacere vuole occuparsi di ridare dignità e decoro al nostro centro storico?

Da giorni il monumento ai caduti si presenta come nella foto. Avvilente.

venerdì 25 ottobre 2013


Il bello che c’è





Alberi con la barba          

Anche quando gli alberi hanno la barba sono belli, rigogliosi e sorridenti; un po’ goffi per i rami che crescono alle radici e quelli che spuntano  più su, lungo il tronco o  per quelli  che tentano di sollevarsi  verso il cielo, ma che  il peso ripiega sulla strada. Ingombranti e appuntiti, t’impediscono di passare e ti costringono a zigzare nella tua passeggiata, osservi le tamerici polverose, i platani cespugliosi, gli eucalipti arruffati,  i gelsi appesantiti e pensi che anche così trascurati, gli alberi sono belli.

Ma quanto  più belli  potrebbero essere se ci fosse un’ oculata politica del verde: non solo potature ben fatte,  ma una ricerca mirata  delle piante più adatte, una disposizione che ne esaltasse il colore e la fioritura, un disegno volto  a fare  di S. Marinella un giardino.

Qualche cittadino, più sensibile al verde, aspetta con trepidazione l’arrivo dei  giardinieri del Comune; ha timore di potature radicali, capitozzature che impediscono agli alberi di lanciarsi verso l’alto. Giorni fa -  provvisti di attrezzature e di buon mattino - sono sopraggiunti in via Flaminia Odescalchi per sfoltirne i platani, via la barba, i tronchi ripuliti. Che piacevole sorpresa, cambia la musica, quasi quasi  si scrive al  Comune e si ringrazia per il cambiamento di rotta.

Ma che delusione! La potatura riguarda solo il percorso della gara di triathlon di domenica 20 ottobre per far passare senza pericolo i ciclisti. Solo quelle del percorso, non una pianta di più. Lì dove c’è la curva, quel platano barbuto? No, non si tocca, non dà fastidio alla corsa!

Peccato che l’amministrazione della nostra città non faccia che inseguire gli eventi, disporre alla meno peggio il da farsi e poi tirare a campare!

Peccato! Perché si potrebbe immaginare un progetto per S. Marinella, farne il giardino del Tirreno grazie al clima mite e alla terra feconda che permette alle piante di attecchire facilmente e di fiorire colorate  e profumate. Organizzare in grande una fiera dei fiori in primavera,  pianificare una festa dei “giardini aperti” dove coinvolgere i privati ad abbellire i propri giardini e aprirli  al pubblico per un giorno, inorgoglire la città per la sua bellezza e farne un’ attrazione di mercato.

Recuperare la vocazione dei fiori di S. Marinella e trasformarla in un’ operazione di marketing: chiamare all’appello fiorai e floricoltori, giardinieri e semplici cittadini, fare del finto orto botanico* sul lungomare Marconi , un vero Orto botanico, valorizzare i parchi e le strade alberate, via Ulpiano e Prato del mare, i giardini di S. Severa e quelli sconosciuti ancora da scoprire, lanciare una gara per il balcone più bello.  

E’ solo un’idea affinchè il governo della città non sia solo ordinaria  amministrazione, ma immaginazione e progettazione.

Santa Marinella ha angoli di bellezza notevoli, manca  un governo che se ne accorga e ne faccia oggetto di cura e punto di forza per  il futuro della città.

*E’ di questi giorni l’annuncio del Sindaco che l’Associazione No-Profit Nuovi Orizzonti si è assicurata la gestione dell’Orto botanico. Potranno realizzare un bocciodromo, ristrutturare la fontana, creare un’area giochi gratuita, stand per esposizioni  e area ristoro.  (Non proprio quello che si andava immaginando!)




Platani secolari a Civitavecchia. Esempio di potatura che ha lo scopo di fare dell’albero un monumento nella città.





mercoledì 23 ottobre 2013

La maglia nera

(La città che butta rifiuti dovunque è la stessa che  da 30 anni pone una corona di fiori per i morti del 2 ottobre ma  non si occupa seriamente di fossi. La prima risponsabilità di questa situazione ce l'ha chi governa, che non provvede, né educa)
In questi giorni di pioggia autunnali, la Toscana e la Liguria contano i danni ingenti di piogge improvvise, allagamenti, frane, la caduta di un ponte. Noi a Santa Marinella abbiamo commemorato da poco i nostri morti dell'alluvione del '81 ma nel frattempo non è partita ancora la sistematica pulizia ordinaria dei fossi, che andrebbe fatta in estate, nè l'Amministrazione Bacheca è riuscita finalmente  a rispettare la legge in fatto di Protezione civile. Ci riferiamo cioé all'obbligo, che andava rispettato entro il 2012, di approvare un Piano di Emergenza Comunale (PEC), uno strumento indispensabile sia per la prevenzione dei rischi che per la gestione delle emergenze (tra cui alluvioni, incendi e trombe marine, eventi a cui è sottoposto periodicamente il nostro territorio).
Il PEC, infatti, non è un semplice atto burocratico approvato dal Consiglio Comunale, ma piuttosto un piano che stabilisce concretamente chi fa che cosa (con tanto di numeri di telefono) in caso di calamità, stabilisce la logistica, gli strumenti di cui bisogna dotarsi (quanti sono e dove sono in caso di bisogno), le risorse umane e quelle economiche, le esercitazioni e le simulazioni. Oltre alle emergenze, stabilisce anche le modalità concrete di prevenzione insomma è un piano essenziale per tutti i territori, ma in particolare per quelli fragili e sottoposti a rischi, come nel caso del rischio idreogeologico per Santa MArinella.
Nel sito della protezione civile nazionale non solo si ribadisce ciò, ma si fornisce anche una mappa delle Regioni più virtuose, come quelle in cui i comuni sono dotati di piano nel 100% dei casi (Valle D'Aosta e Molise), oppure nel 99%  (Umbria e MArche).
Il Lazio non si distingue per  efficienza, ma va detto che nel comprensorio Santa Marinella ottiene la maglia nera: Civitavecchia, Allumiere, Tolfa e Ladispoli sono dotati di piano e noi invece no. Nonostane i nostri fossi pericolosi. Nonostante il fatto che ogni anno piangiamo il ricordo dei nostri morti. 


La minoranza

martedì 22 ottobre 2013

Al Signor Sindaco, al Presidente del Consiglio....

Pubblichiamo qui di seguito le ultime due interrogazioni presentate dalla minoranza.

Ma le interrogazioni che senso hanno?
Se fossero prese sul serio, avrebbero la loro importanza.
La minoranza (che deve controllare) segnala un problema e la maggioranza (che deve governare) risponde in modo sollecito, porta la discussione in Consiglio e magari - se capisce che ha fatto un errore - aggiusta il tiro, si corregge, migliora gli atti...
Per questo il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale impone che le interrogazioni siano discusse in tempi brevi, che ricevano risposta scritta e dibattito consiliare.
Questo nella teoria. E nella pratica?
Alla maggioranza del governo Bacheca I in realtà scivolavano via, come pioggia su un vetro.
Alla maggioranza del Governo Bacheca II, staremo a vedere. Ne abbiamo presentate 2, la mAggioranza ne ha portata in Consiglio solo una, proviamo per ora con queste che postiamo qui di seguito.

Se siano o no questioni importanti, sta al lettore giudicare
 

Interrogazione sulla mancanza di un Piano di Emergenza Comunale



Al signor Presidente del Consiglio Comunale di Santa Marinella
                                   Al signor Sindaco
                                   


OGGETTO: INTERROGAZIONE SULLA MANCANZA DI UN PIANO DI EMERGENZA COMUNALE

Considerato
Ø  che la legge n. 100 del 12 luglio 2012 prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento i Comuni approvino il piano di emergenza comunale, redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali;
Ø  che il piano di emergenza rappresenta un indispensabile strumento sia per la prevenzione dei rischi che per la gestione delle emergenze (tra cui alluvioni, incendi e trombe marine, eventi a cui è sottoposto periodicamente il nostro territorio);
Ø  che sul sito della Protezione civile è riportata la mappa dei Comuni che si sono già dotati di tale piano, dove risulta che le Regioni più fragili e più virtuose sono dotate di Piano nel 100% dei casi (Valle d’Aosta, Molise) 93% (Piemonte), 99% (Umbria e Marche), 96% (Abruzzo);
Ø  che a Santa Marinella spetta la maglia nera del comprensorio, visto che Civitavecchia, Allumiere e Tolfa hanno approvato e presentato il Piano in Regione;
Ø  che Santa Marinella costituisce un territorio ad elevato rischio idrogeologico, di fronte al quale non si possono ritenere sufficienti, in mancanza di un PEC, gli incontri di prevenzione previsti nei quartieri dal delegato De Antoniis

i sottoscritti Consiglieri comunali INTERROGANO PER SAPERE

Ø  Le ragioni per cui non si è provveduto fino ad ora a redigere il Piano di Emergenza Comunale

Si richiede dibattito urgente in Consiglio Comunale e risposta scritta.

Cordiali saluti


Santa Marinella, 21 ottobre 2013                                      I consiglieri
                                                         
                                               Fronti, Bianchi, Ferullo, Rocchi, Vincenzi

venerdì 18 ottobre 2013

Uno sfratto (molto) annunciato. E un immobile comunale abbandonato.




A qualche mese dall’insediamento della  nuova Amministrazione, ci fa piacere constatare come i nuovi eletti abbiano a cuore la risoluzione dei tanti problemi della nostra città. Temiamo che stiano trascurando però un fatto, come è successo al dott. Vergati nella nota stampa sui locali per gli uffici urbanistici, e  cioè che il primo responsabile dell’incancrenirsi di certi problemi è stato il sindaco Bacheca, con il pressapochismo suo e  quello della sua giunta.
Basti pensare alla vicenda dei locali per l’urbanistica. Lo scorso 8 agosto l’ufficiale giudiziario si è presentato negli uffici per eseguire lo sfratto, che è stato prorogato al 24 ottobre. Fra pochi giorni busserà di nuovo alla porta di via Aurelia 419 e l’unica cosa per ora certa è un bando di interesse per nuovi locali da affittare, piuttosto difficili da reperire sul mercato, visto che si tratta di oltre 300 mq.
Gli aspetti più gravi della vicenda sono due. Il primo sta nelle date. I documenti dimostrano chiaramente che l’amministrazione, e cioè l’allora dirigente, l’assessore all’urbanistica e il sindaco, erano informati dello sfratto dall’ottobre 2012, mese in cui lo stesso veniva notificato al  Comune, per poi essere convalidato con un’ordinanza del tribunale di Civitavecchia  nel novembre dello stesso anno.
Rispetto a questo problema, via Rucellai ha preferito tacere, nascondere la polvere sotto il tappeto e aspettare tranquillamente lo svolgersi dei fatti. Quindi nell’immediato non si tratta di fine del contratto, come dichiarato da  Vergati alla stampa, ma di sfratto ampiamente noto, il che rende il ritardo davvero colpevole.
L’altro aspetto della vicenda particolarmente grave, riguarda poi l’immobile di via della Libertà.
La perizia statica commissionata ed eseguita (per 40mila euro) dall’ing. Fabiane nel 2010 ha dato un esito piuttosto chiaro. Le quattro rilevazioni periodiche hanno segnalato problemi statici dovuti ad infiltrazioni di acqua nel terreno, che non lasciano spazio ad un uso della struttura così com’è, struttura che infatti è inutilizzata dall’autunno del 2010. Inutilizzata e buttata alle ortiche, verrebbe da dire, visto lo stato di abbandono.
Quale sia il destino di un immobile di proprietà comunale di circa 600mq non è dato sapere. Ristrutturalo? Abbatterlo e poi ricostruirlo? Anche in questo caso via Rucellai tace da 3 anni, preferendo pagare 3300 euro di affitto mensili solo per gli uffici dell’Urbanistica.
Su tutta questa vicenda la minoranza sta quindi per presentare un’interrogazione, che si conclude con un interrogativo: pagare 3300 euro al mese per degli uffici comunali ed abbandonare uno stabile all’incuria, a casa nostra si chiama “danno all’erario”. Cosa ne pensano i nostri amministratori, vecchi e nuovi?  

La minoranza

mercoledì 16 ottobre 2013

Ma guarda che novità

Un modo di  amministrare superficiale e sciatto, che non porta vantaggi alla città ma fa infuriare i cittadini. Questo è l’unico commento che ci sentiamo di fare rispetto alla vicenda della manifestazione di Go Kart in zona Maiorca, che tante proteste ha suscitato fra sabato e domenica scorsi, giorni durante i quali i residenti si sono visti chiusi da balle di fieno a casa loro.
E del resto questo non è l’unico caso. Ricordiamo le proteste e le denunce di residenti e villeggianti per le manifestazioni musicali della scorsa estate al Parco Maiorca, autorizzate fuori dal rispetto delle normative che impongono un regolamento sul rumore e la distinzione in fasce di rispetto del tessuto urbano. Per non parlare del mercatino estivo in passeggiata. In questo caso c’è un regolamento che imporrebbe la qualità estetica e commerciale delle bancarelle, ma il rispetto di tali imposizioni non viene controllato. Insomma un modo di amministrare forse buono 30 anni fa, ma oggi del tutto fuori tempo.
Tornando  alla manifestazione di Go cart, a leggere gli atti  la vicenda è semplice, quanto emblematica di un preciso modo di gestire la città, per cui riteniamo interessante precisare i dettagli. L’associazione Vespa club ha inviato il 16 settembre una richiesta per l’organizzazione di una “dimostrazione di Go Kart”e con vera sollecitudine 4  giorni dopo il sindaco ha dichiarato l’interesse e l’apprezzamento dell’Amministrazione. A questo punto era necessario produrre le autorizzazione necessarie e cioè, secondo regolamento, bisognava che la pratica fosse seguita dal delegato allo sport e dall’ufficio competente,  che fossero richiesti i piani di sicurezza e che fosse convocata la commissione spettacoli, che conta anche personale dei vigili del fuoco e della ASL. In questi casi, una volta ottenuta  l’autorizzazione da parte della commissione, l’ufficio deve firmare la determina, e la Polizia municipale fare il resto. Nel caso della manifestazione di domenica non è accaduto niente di tutto questo. Evidentemente né il sindaco Bacheca né il delegato Toppi hanno provveduto a far seguire l’iter secondo norma e il 10 ottobre il comando dei vigili ha disposto la chiusura delle vie interessate, precisando che l’ordinanza non costituiva “titolo autorizzativo”. Chi doveva autorizzare, allora? La commissione convocata per la mattina di domenica, non si è riunita per indisponibilità dei vigili del fuoco, e il sindaco ha pensato bene di firmare lui, senza rispettare le regole, senza far controllare se la segnaletica fosse a posto, né condividere con gli abitanti una manifestazione che imponeva prudenza per tutelare la sicurezza, e balle di fieno a chiudere i cancelli.
Che Santa Marinella abbia bisogno di manifestazioni sportive, ricreative e culturali ci sembra scontato. Noi siamo d’accordo, anzi crediamo che dovrebbero essere potenziate per la crescita culturale e turistica della nostra città. Che queste manifestazione debbano essere gestite in  questo modo, ci sembra segno di vera incompetenza e disinteresse nei confronti dei cittadini.

La minoranza

domenica 13 ottobre 2013

Cancellate quella scritta

Al civico  475  della statale Aurelia sono comparse una croce celtica e una scritta rivolta chiaramente a Priebke, che non vogliamo neppure citare. Altre scritte di questo tenore sono apparse in altri muri di Santa Marinella.
Quando abbiamo telefonato alla Polizia Municipale, abbiamo appreso di non essere stati gli unici a segnalare le scritte. I vigili hanno quindi fotografato e redatto verbale. Pare che sulle superfici comunali si sia già provveduto a rimuovere le scritte, che rimangono sui muri privati.
Chiediamo all'Amministrazione di agire in modo rapidissimo affinché le scritte siano cancellate; di farlo in accordo e in sostituzione dei privati, se questi dovessero tardare.
E' il minimo che dobbiamo alle vittime innocenti uccise dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine, e dovunque in Europa.
A Santa Marinella vive chi ha perduto un padre in quell'assurdo eccidio. A questa famiglia in particolare, esprimiamo la nostra solidarietà.

In ricordo di due anniversari. 2 ottobre 1981 - 9 ottobre 1963

Si è svolta venerdì 11 ottobre la mostra fotografica realizzata da Stefano Crispu e promossa dall’ associazione Un’altra città è possibile, a ricordo dell’alluvione che colpì la cittadina il 2 ottobre 1981. Un pubblico attento – tra cui i giovani del gruppo cineforum coordinato da Giulia Candelori - ha poi seguito con commozione la proiezione, guidata dalla prof.ssa Clelia Di Liello, di brani tratti dall'orazione civile di Marco Paolini, a commemorazione della tragedia della diga del Vajont del 9 ottobre 1963. Hanno visitato la mostra, tra gli altri, il delegato all’ambiente Luca Astori e la dottoressa  Roberta Contemori. Prima della proiezione è intervenuto, a nome del Comitato 2 Ottobre, Giovanni Dani, per illustrare le finalità del progetto Castelsecco Partecipato, che potete visionare sul sito web www.castelseccopartecipato.it. La maggioranza del pubblico ha manifestato l’esigenza di avere rassicurazioni in merito agli interventi di manutenzione ordinaria sui numerosi corsi d’acqua che attraversano Santa Marinella e su quale sia il piano di emergenza adottato dal comune in caso di calamità. Il consigliere Paola Rocchi ha ricordato, insieme a Carlo Mucciola, presente in sala, come già nella passata legislatura sia stata più volte portata all’attenzione della maggioranza la stringente necessità di approvare tale piano, che ad oggi non risulta ancora ufficializzato. Nel ringraziare tutte le persone intervenute ACP vi ricorda che il delegato ai rioni Alfredo De Antoniis, in collaborazione con i volontari della protezione civile Pro Pyrgi, ha fissato una serie di incontri con la cittadinanza, inseriti nel “Mese rionale della prevenzione da calamità naturali”.

 Questo il programma:  domenica 27 ottobre a Prato del Mare (adiacente alla Chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù), sabato 2 novembre Rioni Valdambrini e Fiori (piazzetta della farmacia comunale), domenica 3 novembre Rione Quartaccia (adiacente alla Chiesa di Sant’Antonio), sabato 9 novembre Rione Alibrandi (piazzetta di via Leopardi), domenica 10 novembre Rione Pirgus (zona La Gatta), sabato 16 novembre Santa Severa (Piazza Roma), domenica 17 novembre Rione Centro (sotto i Portici), sabato 23 novembre Rione Combattenti (Bar dei Pini) ed infine domenica 24 novembre Rione Majorca (al Parco Etruria).

martedì 8 ottobre 2013

ACP vi invita a partecipare al prossimo appuntamento




Comunicato 8 ottobre 2013 - Statuto e direttivo per ACP

La lista “Un’altra città è possibile” è divenuta Associazione politico-culturale, con statuto e regolare registrazione. In questa fase è stato nominato un direttivo, composto da 3 membri e un tesoriere, con il compito di guidare l’associazione al tesseramento, ad un’assemblea da tenersi entro gennaio e alla nomina di tutte le cariche proprie di un’associazione. Attuale coordinatore, Paolo Maria Montaldo, avvocato esperto in diritto del lavoro.
Il soggetto politico-culturale, che ora si è anche ufficialmente dotato della sigla ACP, prosegue il percorso della lista con due principali finalità.
La prima finalità è quella di seguire e supportare l’azione amministrativa e consiliare attraverso la sua consigliera di minoranza, nelle battaglie che hanno già caratterizzato “Un’altra città è possibile”: la trasparenza della pubblica amministrazione, l’efficienza dei servizi, le tematiche ambientali e più in generale quelle legate al territorio, la cultura.
La seconda finalità è quindi quella di affrontare tali tematiche non solo da un punto di vista amministrativo, ma politico nel senso più ampio del termine, e cioè quello di creare dibattito, proposte, approfondimenti fra i cittadini e con le altre forze politiche sia locali che di tutto il comprensorio. ACP non nasce infatti con l'intento di porsi in antagonismo con i partiti, ma con quello di costituire spazio aperto, di transito, di colloquio con altre compagini politiche, rivolgendosi anche a quei cittadini che si vogliono riconoscere in soggetti politici meno determinati, ma riconoscendo che il ruolo di traino nella società resta ai partiti, come resta a loro la grande responsabilità di proposte organiche e convincenti, a livello nazionale e locale. In questo sforzo di ridisegnare la società in senso più giusto e di praticare la buona politica, gli attivisti di ACP si mettono a disposizione e vogliono fare la loro parte per azioni concrete.
La prima manifestazione riguarderà la fragilità idrogeologica del nostro territorio a ridosso del 2 ottobre, con una mostra relativa alla situazione dei nostri fossi e la commemorazione di un evento lontano quanto simbolico, il crollo della diga del Vajont di cui ricorrono in questi giorni i 50 anni. Sono in programma inoltre approfondimenti sulla qualità dell’aria e sulla situazione dell’acqua e della rete idrica del nostro territorio. 



ACP