“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

Art. 54 della Costituzione Italiana

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lunedì 28 luglio 2014


Il bello che c’è


                                                         Via Meleagro - Estate 2013 

Via Meleagro un anno dopo
Una mozione per difendere il verde di S. Marinella      




                                                         Via Meleagro - Estate 2014

Abbiamo inaugurato questa rubrica con via Meleagro e vi ritorniamo a distanza di un anno. Nella scorsa estate, appariva bella, le chiome degli alberi s’incontravano in un naturale tunnel di rami e di foglie e nel risalire la strada che dal mare va verso l’Aurelia, il bagnante godeva della salutare frescura  dopo la calura del bagno,  i giochi di ombre e di luci lo divertivano a intravedere i raggi forti del sole.

A distanza di un anno,  gli alberi appaiono arruffati come  pulcini bagnati, le foglie fitte fitte , tutte avvinte al tronco senza più slanci delle une con le altre, né i rami fanno da ponte da un lato all’altro della strada. Il bagnante accaldato passa veloce nel tentativo di sfuggire al caldo torrido della stagione. Nessun gioco di luci e di ombre, piuttosto un’ incombente e rovente striscia di fuoco che non dà tregua lungo tutta la strada.

Forse una potatura tardiva non ha permesso alle foglie di moltiplicarsi a tempo; forse una potatura avventata ha tagliato troppo,  forse il fatto che sia meglio mozzare  drasticamente ogni due, tre anni i rami, piuttosto che potare in modo  mirato ogni anno fa bene al bilancio comunale, forse l’ignoranza dei giardinieri.

Forse! Ma una città,  che ha aspirazioni turistiche, non  può trascurare  la politica del verde, né lasciarla all’improvvisazione. La ricchezza della nostra terra che fa attecchire ogni specie di pianta con sovrabbondante generosità è , insieme al mare, la risorsa più grande che Santa Marinella possiede. Un governo della città  che non sia solo ordinaria amministrazione, ma lungimirante progetto politico dovrebbe farne tesoro, preservarla e custodirla,  incentivarne la portata  e progettarne una pianificazione. Il buon esempio del Comune indurrebbe  tutti i cittadini ad accentuare l’amore per il proprio giardino e il rispetto del verde pubblico.

Tanto più che c’è una ricca normativa che regola il problema e che qui  di seguito riportiamo;  vi invitiamo ad  osservare le date e a constatare il ritardo di Santa Marinella. C’è una legge (L. n.113 del 29.01.1992) che impegna i Comuni al di sopra di 15.000 abitanti a piantare un albero per ciascun bambino nato e a comunicare alla famiglia dove l’albero è stato messo a dimora. Pensate alla gioia dei bambini che potrebbe scaturire dal sapere di avere un “fratello albero” che si può vedere, toccare, accudire! La sensibilità per il  verde nasce anche da questi piccoli, meravigliosi gesti che una politica avveduta dovrebbe favorire per creare comunità e senso di appartenenza. La stessa legge  obbliga i Comuni al censimento degli alberi e a darne pubblica comunicazione: il sindaco deve dichiarare il numero di unità arboree al momento del suo insediamento e alla fine del suo mandato per rivelarne l’incremento. C’è un’ altra legge (L. 44927 del 27.12.1997) che impone di combattere le emissioni nocive nel modo più naturale, ovvero con la creazione e la manutenzione di aree naturali; ed ancora un' altra (D.P.R. del 2.04.2009)  che indica gli interventi per favorire il risparmio energetico; c’è un regolamento, nel suo complesso disatteso (D.C.C. n. 119 del 28.12.2005) che stabilisce le azioni sul territorio di S. Marinella a favore del verde e della sua manutenzione.

Il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di S. Marinella, facendo riferimento a queste norme, ha proposto e presentato la mozione “Impegno alla tempestiva realizzazione di quanto prescritto per legge in materia di alberi e verde pubblico e privato” e sollecita il Comune a procedere in tal senso. La mozione è presentata e promossa congiuntamente al Partito Democratico, alla Lista Civica di Un’altra città è possibile e ai tanti cittadini che vorranno apporre la loro firma di consenso .

Mettiti in contatto con noi e firma la mozione per sostenerla. (puoi scaricare la locandina dell'evento correlato dal post precedente)


DIFENDIAMO GLI ALBERI E IL VERDE DELLA NOSTRA CITTÀ!


                                 Un giovane platano dalle foglie secche per il sole

mercoledì 2 luglio 2014


Il bello che c’è



La cura delle palme       

Hanno chiamato la loro villetta “Le Tre Palme” e certo, no, non potevano darla vinta al punteruolo rosso e lasciare decapitare le loro piante. Hanno  imbracato  gli alberi con  un tappo ermetico che aderisce al tronco ed applicato apposite cannule per permettere iniezioni di soluzione insetticida (sembra che siano sufficienti più o meno 8/10 interventi annuali). Le palme  medicate hanno sofferto un po’, ma ora sono salve e le loro chiome ancora maestose.

Forse non tutti sanno che le palme non appartengono al paesaggio mediterraneo di S. Marinella e che sono state piantate in occasione della visita di Hitler a Roma nel maggio del 1938. Ma tutti ormai le considerano  come l’ elemento esotico caratterizzante della nostra città. Molti privati come i proprietari della villetta  Le Tre Palme  - i più sensibili e con disponibilità economica - hanno preservato i loro giardini. Quando passeggiando  riconosciamo le piante salvate – poche rispetto a quelle che fanno brutta mostra di sé con i lunghi rami afflosciati  o amputati pietosamente – siamo riconoscenti a questi signori.

Avremmo gradito che anche il Comune avesse fatto la sua parte e magari con interventi mirati salvato le palme più belle o quelle nei posti più significativi … per esempio le palme vicino al ponte romano  all’entrata del porticciolo, oggi l’immagine della rassegnazione.
Che fine hanno fatto i  75 mila euro appositamente stanziati nel dicembre 2010, durante il primo mandato del sindaco Bacheca, per l’ emergenza del punteruolo rosso?



Contiamo ben 5 palme amputate e un'altra che presto farà la stessa fine, vicino al ponte romano, al porticciolo.

venerdì 2 maggio 2014

Il bello che c’è


                                
                                                                                                                         

AAA. Lavoro cercasi. E se puntassimo sulla cultura?        

Il motore dell’economia di S. Marinella è stata dapprima la terra destinata alla coltivazione dei fiori, poi l’edilizia. La floricoltura inorgogliva gli abitanti:  S. Marinella seconda solo a  S. Remo; l’ edilizia ha portato tanta ricchezza anche se il prezzo è stato quello di distruggere alcune aree, magari quelle più belle strappate proprio alla coltivazione dei fiori.  Sia l’una che l’altra sopravvivono ancora, ma non riescono ad essere più i settori  trainanti dell’economia  della  città. Il turismo  fa ancora la sua parte, ma spesso ne beneficiano sempre gli stessi, albergatori di strutture avviate, ristoranti vari e stabilimenti balneari. Anche il mercato delle seconde case  ha ricevuto una battuta d’arresto,  gli affitti estivi sempre di meno e non più così redditizi.

E’ il quadro desolante di S. Marinella  oggi. I giovani  fuggono e quelli che rimangono si rassegnano ad un futuro da pendolare (S. Marinella sempre più dormitorio) o a cogliere opportunità di lavoro stagionale - il bagnino, il cameriere - in attesa di migliore sorte in futuro.

Si può fare di più?

Il Castello di S. Severa, di cui si discute in questi giorni,  potrebbe  davvero rappresentare un’ opportunità per l’economia di S. Marinella a condizione  di fare le scelte giuste con riguardo particolare all’occupazione giovanile anche quella qualificata e professionale. A condizione di voler portare a S. Marinella davvero qualcosa di nuovo, fuori da logiche tradizionali.

 Immaginiamo.

Un gruppo di giovani chiamati a partecipare  a un corso  di alta formazione professionale in settori quali  arte, cultura e divulgazione scientifica. La Regione Lazio, in quanto proprietaria del Castello, indice il bando di gara per la selezione dei candidati, oppure essa stessa si fa promotrice di una start up istituendo corsi di formazione con docenti di alta professionalità. Il corso potrebbe durare nove mesi  al termine del quale i giovani verrebbero selezionati per diverse responsabilità operative e far parte di una Società di gestione del Castello.

 Undici mesi all’anno di attività attrattive nel Castello. Non solo museo di se stesso, non solo visite per il già tanto che c’è (Museo del Mare, Museo Nazionale Pyrgense, sito archeologico scavi di Pyrgi, Chiesa paleocristiana di Pyrgi e Chiesa dell’ Assunta) ma soprattutto proposte culturali che vanno nella direzione  di uno  sviluppo  del Castello come Centro polifunzionale. Promozione e divulgazione di numerosi ambiti culturali come  scienze del territorio (agraria e biologia), ricerca scientifica e information technology, pittura, scultura, fotografia, musica classica e contemporanea, spettacolo dal vivo, enogastronomia, artigianato e commercio.

La Società di gestione,  in sinergia con la Regione Lazio e  il Comune di S. Marinella,  organizza le attività e gli spazi del Castello  con Partner di eccellenza interessati all’ iniziativa. Un mix di competenze diverse a garanzia della polifunzionalità del Centro. Partner come l’Università della Tuscia,  strutture di eccellenza come il MAXXI, il Macro o il Palazzo delle Esposizioni , il Conservatorio di S. Cecilia o l’ Etoile Acadamy Boscolo di Tuscania al fine di realizzare seminari,  master  e attività di divulgazione scientifica,  progetti di ricerca/formazione,  eventi espositivi, convegni, seminari, master class, performance e spettacoli, eventi enogastronomici, degustazioni, corsi e concorsi. E inoltre  enti artigianali  per incrementare le offerte commerciali, per formare  e selezionare artigiani di eccellenza (liutaio, decoratore, ceramista, soffiatore di vetro, orafi …) e  tanti altri centri di valore  che potrebbero essere coinvolti.

La Società  gestisce in maniera unitaria il Castello  offrendo ai suoi partner abituali o occasionali la meravigliosa cornice del complesso. I corsisti provengono da tutta Italia o dall’estero e sono ospitati nelle camere della foresteria, recentemente restaurate dalla stessa Regione Lazio, pranzano nel ristorante del Castello, godono accanto all’attività da loro svolta delle numerose iniziative presenti nel Castello ( mostre e spettacoli) e della passeggiata sulla spiaggia limitrofa nei momenti  di riposo.

La Società offre servizi e organizza eventi chiedendo il contributo finanziario degli enti che a essa si rivolgono e agli sponsor di turno. Il  progetto  prevede le fonti di finanziamento e mira allo sviluppo economico della città  anche quello derivato dall’ indotto  delle attività descritte. Pensiamo agli operai per la manutenzione del complesso e per l’installazione di palchi e di mostre, agli elettricisti e ai falegnami, agli addetti alle pulizie, ai giardinieri e al personale necessario a tutte le attività previste,  per esempio operatori di marketing e comunicazione  o  informatici per la   creazione di  un portale del Castello.

Nulla a svantaggio di attività già esistenti che, invece, godrebbero  dell’ aumentato flusso turistico  al Castello. Tutto per i giovani e la città.

Tutte queste cose e molte altre  costituiscono le linee programmatiche  del progetto sul Castello che le forze del centro sinistra di S. Marinella/S. Severa hanno ideato e presentato alla Regione Lazio (PD, ACP, SEL).

Chi l’avrebbe mai  detto che uno slancio all’economia della città sarebbe potuto venire proprio dal Castello e da quel settore  sottostimato da gran parte della nostra classe politica e dirigente che è la CULTURA?


mercoledì 19 febbraio 2014


Il bello che c’è


Un giorno il grattacielo. 
Proposta all'amministrazione comunale.

Come sia venuto in mente di costruire un grattacielo nel punto più bello di S. Marinella, dio solo lo sa! Nel punto estremo della baia, dove corre rettilinea l’Aurelia e il mare appare a tutto tondo per stupire l’automobilista in corsa; proprio lì sulla splendida passeggiata, dove S. Marinella presenta la sua carta d’identità - centro, piazza, viale e belvedere della città – un grattacielo di 7 piani ben piazzato si fa spazio  spudoratamente tra  le belle ville liberty dei primi anni del ‘900 quasi a sfidarle nel gioco ardito dell’altezza. E non c’è che dire, non può che vincere: il cemento armato garantisce il solido scatolone con vista mare e  solletica facilmente gli acquirenti che prefigurano il piacere di godersi a basso costo indisturbati  l’appetitoso boccone.
Vince di prepotenza  perché l’eleganza raffinata delle ville liberty con  le graziose torrette dalle  vetrate colorate e con  gli antichi giardini di glicini e di  palme non possono competergli. Solo i più anziani ricordano che  una di queste è stata addirittura abbattuta  per far posto al condominio di pluriappartamenti , che oggi osserviamo senza più scandalizzarci in posizione centrale lungo la passeggiata.
Ma al grattacielo no, ancora oggi – a ben guardare – non ci siamo abituati. E’ lì: un cazzotto negli occhi in una giornata di sole!

Buttarlo giù sarebbe la tentazione, ma non si può. E allora – visto che ci siamo assunti il compito di scovare il bello e di non cedere al più facile ed inutile lamento sulle cose che non vanno - accogliamo con entusiasmo la proposta di un nostro associato che suggerisce di trasformare una facciata del grattacielo in un murales attraente e colorato.
Non c’è che dire, un’altra bella sfida: trasformare il brutto in bello. Fare del nostro bel grattacielo (nostro e bello, ci siamo già affezionati alla sua nuova veste), il punto di incontro del vecchio con il nuovo, simbolo ambizioso di una Santa Marinella un pò pop e un pò post, che finalmente getta alle spalle l’aria sonnacchiosa di provincia che le appartiene.

"Un'altra città è possibile" ha presentato il 18 febbraio 2014 all'attuale amministrazione la proposta di un bando di concorso al fine di invitare graffitari e giovani artisti a immaginare sul grattacielo una porta aperta sul futuro.
“Andiamo alla città del grattacielo sul mare!”
Questa volta, alto, allegro e colorato - trasformato in simbolo del nuovo - il grattacielo accoglierebbe tutti sorridente e benevolo.  


                                                        TORINO


                                                    BARCELLONA


                        CIVITAVECCHIA tra S. Gordiano e Campo dell'Oro

giovedì 2 gennaio 2014

Il bello che c’è




Per la città        

C’è un posto a S. Marinella che dalla mattina al pomeriggio cambia faccia, si tramuta un po’, non del tutto in verità perché è luogo d’insegnamento e di apprendimento la mattina e il pomeriggio, ma se alla mattina le aule risuonano di numeri, rime, leggi della fisica e massime filosofiche, nel pomeriggio diventa il luogo di suoni e di canti.
Fatevi una passeggiata, nei pomeriggi dei  giorni dispari, presso la sede del Liceo Scientifico Galilei per ascoltare le  melodie e  i ritmi che si sovrappongono e s’intrecciano.  Avrete modo di apprezzare  l’atmosfera di allegria e serenità che si diffonde in un gioco di richiami e di contrasti, e che solo l’insegnamento della musica garantisce perché  suonare uno strumento è  sì disciplina e studio faticoso, ma allo stesso tempo  passione e godimento. Vi capiterà di vedere maestri e studenti chiacchierare allegramente, di intravedere nelle aule bambini  piccolissimi impegnati nella propedeutica alla musica, di ascoltare nei laboratori musicali  studenti di tutte le età che s’incontrano per condividere lo studio di un brano musicale e discuterne  l’interpretazione.  Vi sorprenderà la professionalità dei maestri e la loro capacità di entrare in sinergia, di sollecitare pazientemente gli studenti, di suonare tra di loro e con gli allievi, di mettere a confronto strumenti e generi musicali, di portare ciascuno la propria esperienza.
In una città che  non ha una piazza né un cinema, né  un teatro o un auditorium, dove attualmente non c’è neppure una sede accogliente per la biblioteca comunale (in ristrutturazione), dove i luoghi di ritrovo sono i bar o i muretti di strada,  sembra  cosa straordinaria la presenza della scuola della musica Lituus.

La Lituus è stata istituita nel 2006 da un’amministrazione di sinistra e nel tempo è stata apprezzata dalle amministrazioni di destra che sono seguite. Adesso è una risorsa irrinunciabile  per la città. Perché la musica - come tutte le cose belle - è di tutti: dei giovani e degli adulti, dei  bambini e degli anziani, degli uomini e delle donne,  della destra e della sinistra.

martedì 19 novembre 2013


Il bello che c’è


“Non esiste una nazione meglio attrezzata per affrontare un futuro di economia sostenibile. Siamo il Paese più bello del mondo e la bellezza è oggi la merce più ricercata. Abbiamo immensi giacimenti culturali, una miscela unica di meraviglie naturali e costruite nei secoli, una posizione centrale nel Mediterraneo, una situazione climatica ideale per produrre energia pulita, con sole, acqua, vento.”
                                                                                             Renzo Piano                                                                                                                                                                  
E se scommettessimo sulla bellezza?          



                                                                                 Foto di Patrizio Demartis

Il suggerimento viene dall’Unesco che dedica la settimana dello sviluppo sostenibile  - 18/24 novembre 2013 - al tema dei paesaggi  della bellezza. L’Italia conta ben 49 siti dichiarati  patrimonio dell’umanità, siti naturali e soprattutto  storici: le Dolomiti, i sassi di Matera, Pompei, Siena, Firenze, Venezia, Roma …
La caratteristica delle nostre città  è la sapiente integrazione  tra l’eleganza prodotta dall’uomo e la bella cornice naturale dove sorgono.  Certo nel XX secolo molto si è fatto per distruggerle affiancando ai meravigliosi centri storici periferie anonime e  cementificate che ne alterano  i  profili.
Ma proprio in tempo di crisi, lo sviluppo sostenibile potrebbe rivelarsi un’ opportunità per costruire il  futuro:  qualità della vita,  energia rinnovabile, nuovo modo di spostarsi e di alimentarsi.
Tanto più per cittadine di recente ubicazione come S. Marinella, che - costruite troppo in fretta e spesso in barba ad  ogni idea di pianificazione - appartengono per fortuna a un territorio che aspetta solo di essere scoperto e preservato nella sua bellezza naturale ed archeologica.
I monti e le colline tra  Allumiere, Tolfa, Manziana, Cerveteri e  Santa Marinella  sono stati  dichiarati dall’ Unione Europea Zona a Protezione Speciale (la biodiversità che li contraddistingue ne fa un unicum geografico: 30 specie circa di orchidee selvagge, 130 tipi di uccelli,  90 di farfalle ed altre rarità ancora, come la vite silvestre o un particolare tipo di felce); dove inoltre  è possibile rinvenire  siti  archeologici  che interessano varie epoche dalla romana alla etrusca fino a risalire  a quella più antica dell’ età del bronzo. Per non parlare delle cave di allume o del castello di S. Severa, della miniera a La Roccaccia o del forte Michelangelo.

In rete con le città confinanti è possibile pensare ad un circuito turistico da affiancare a quello più tradizionale che conduce a Roma? Un itinerario alternativo per chi apprezza la natura e la storia e ama trascorrere giornate in allegria con prelibatezze culinarie della tradizione locale?

venerdì 25 ottobre 2013


Il bello che c’è





Alberi con la barba          

Anche quando gli alberi hanno la barba sono belli, rigogliosi e sorridenti; un po’ goffi per i rami che crescono alle radici e quelli che spuntano  più su, lungo il tronco o  per quelli  che tentano di sollevarsi  verso il cielo, ma che  il peso ripiega sulla strada. Ingombranti e appuntiti, t’impediscono di passare e ti costringono a zigzare nella tua passeggiata, osservi le tamerici polverose, i platani cespugliosi, gli eucalipti arruffati,  i gelsi appesantiti e pensi che anche così trascurati, gli alberi sono belli.

Ma quanto  più belli  potrebbero essere se ci fosse un’ oculata politica del verde: non solo potature ben fatte,  ma una ricerca mirata  delle piante più adatte, una disposizione che ne esaltasse il colore e la fioritura, un disegno volto  a fare  di S. Marinella un giardino.

Qualche cittadino, più sensibile al verde, aspetta con trepidazione l’arrivo dei  giardinieri del Comune; ha timore di potature radicali, capitozzature che impediscono agli alberi di lanciarsi verso l’alto. Giorni fa -  provvisti di attrezzature e di buon mattino - sono sopraggiunti in via Flaminia Odescalchi per sfoltirne i platani, via la barba, i tronchi ripuliti. Che piacevole sorpresa, cambia la musica, quasi quasi  si scrive al  Comune e si ringrazia per il cambiamento di rotta.

Ma che delusione! La potatura riguarda solo il percorso della gara di triathlon di domenica 20 ottobre per far passare senza pericolo i ciclisti. Solo quelle del percorso, non una pianta di più. Lì dove c’è la curva, quel platano barbuto? No, non si tocca, non dà fastidio alla corsa!

Peccato che l’amministrazione della nostra città non faccia che inseguire gli eventi, disporre alla meno peggio il da farsi e poi tirare a campare!

Peccato! Perché si potrebbe immaginare un progetto per S. Marinella, farne il giardino del Tirreno grazie al clima mite e alla terra feconda che permette alle piante di attecchire facilmente e di fiorire colorate  e profumate. Organizzare in grande una fiera dei fiori in primavera,  pianificare una festa dei “giardini aperti” dove coinvolgere i privati ad abbellire i propri giardini e aprirli  al pubblico per un giorno, inorgoglire la città per la sua bellezza e farne un’ attrazione di mercato.

Recuperare la vocazione dei fiori di S. Marinella e trasformarla in un’ operazione di marketing: chiamare all’appello fiorai e floricoltori, giardinieri e semplici cittadini, fare del finto orto botanico* sul lungomare Marconi , un vero Orto botanico, valorizzare i parchi e le strade alberate, via Ulpiano e Prato del mare, i giardini di S. Severa e quelli sconosciuti ancora da scoprire, lanciare una gara per il balcone più bello.  

E’ solo un’idea affinchè il governo della città non sia solo ordinaria  amministrazione, ma immaginazione e progettazione.

Santa Marinella ha angoli di bellezza notevoli, manca  un governo che se ne accorga e ne faccia oggetto di cura e punto di forza per  il futuro della città.

*E’ di questi giorni l’annuncio del Sindaco che l’Associazione No-Profit Nuovi Orizzonti si è assicurata la gestione dell’Orto botanico. Potranno realizzare un bocciodromo, ristrutturare la fontana, creare un’area giochi gratuita, stand per esposizioni  e area ristoro.  (Non proprio quello che si andava immaginando!)




Platani secolari a Civitavecchia. Esempio di potatura che ha lo scopo di fare dell’albero un monumento nella città.





mercoledì 2 ottobre 2013


Il bello che c’è




I fossi a S. Marinella          

Santa Marinella è una lunga striscia di terra stretta tra il mare e le colline. Chi ha spirito sportivo  o amore per la natura e si addentra in lunghe  passeggiate verso l’interno, rimane stupito dalla bellezza della sua  macchia mediterranea. Del resto la Riserva naturale di Macchiatonda nel territorio di Santa Marinella ricorda che questa è zona ricchissima dal punto di vista naturalistico. Corbezzolo e mirto, lentisco e ginepro, erica e cappero, rosmarino e ginestre e, a testimoniare la straordinaria tipicità del nostro territorio, antiche sopravvivenze di vite silvestre.

I fossi congiungono la collina al mare. Chi è di S. Marinella e non è più giovanissimo ricorda con piacere i ruzzoloni giù per le pareti scoscese a raccogliere fiori o a cercare girini, a chiamarsi a nascondino o fare asparagi e cicoria.

Ma S. Marinella, che è nata lungo i fossi, li ha poi dimenticati. I giovani non ne hanno coscienza perché non si sono allenati a percorrerli in lungo e largo; l’odore nauseabondo dell’acqua impantanata degli scarichi abusivi li ha tenuti a distanza. Gli speculatori edilizi li hanno soffocati tra brutti edifici incombenti fin sulla soglia e l’ingordigia di qualche privato ha fatto lo stesso pur di ottenere qualche metro quadrato in più.
Si è dimenticato che in caso di alluvione, l’acqua che corre copiosa e veloce non ne vuole sapere di argini cementificati e di canali tombati che la costringono a improbabili strettoie.

I fossi, i fiumi vogliono  un ampio margine di terra intorno a sé dove  naturalmente riversare le acque  senza danno a cose e persone in caso di piogge abbondanti. Si allargano nelle stagioni delle piogge e si stringono nei periodi di siccità e la vita animale e vegetale che pullula rigogliosa si adatta ai ritmi stagionali.

C’è un bel progetto che il Comitato cittadino 2 ottobre ha già proposto alla precedente amministrazione; prevede la riqualificazione del fosso di Castelsecco, l’unico che presenta all’interno dell’area urbana un’ampia foce naturale dove è ancora possibile assistere a emigrazioni di uccelli come gli aironi che s’abbeverano al fosso e poi s’involano a sorpresa nel cielo di S. Marinella. Il Comitato costituitosi da qualche anno ha denunciato più volte i rischi idrogeologici del nostro territorio, ha celebrato il trentennale dell’alluvione del 1981 che ha provocato un grave lutto cittadino, ha organizzato convegni per suscitare una coscienza collettiva su questo tema. In questi giorni, ripropone all’attenzione dei consiglieri la delibera del progetto di Castelsecco partecipato.

Quale migliore occasione per la giunta da pochi mesi insediatasi di far propria questa delibera? Accogliere questo progetto di democrazia partecipata (già collaudato in numerose zone d’Italia con problematiche simili) e coinvolgere tutti i cittadini sul futuro della città sarebbe un atto di intelligenza e lungimiranza che troverebbe d’accordo maggioranza e opposizione: un parco naturale nell'area urbana è un’attrazione turistica straordinaria e una fonte di benessere insostituibile per tutti noi.
Sarebbe un atto di coraggio per restituire memoria e bellezza ai cittadini e conciliare la città alla natura; sarebbe un regalo per S. Marinella.

www.castelseccopartecipato.it




Le foto sono di Patrizio Demartis

venerdì 6 settembre 2013


Il bello che c’è

Prosegue il racconto di S. Marinella dal punto di vista delle belle cose piccole e grandi. Nella storia di oggi riaffiora – senza volerlo – l’antica vocazione all’accoglienza ricreativa e salutistica che ha distinto la nostra città in particolare all’inizio del secolo scorso.

Invitiamo i nostri lettori a segnalarci luoghi, cose e persone da raccontare, a inviarci foto e informazioni della  S. Marinella che c’è, ma di cui spesso non si parla.

Silvia e Igor          




“… quello che fa la loro bellezza è invisibile” Le petit prince – Antoine De Saint-Exupéry


 “Belli, belli, belli!” saluta gioiosa Monica investendo il volto di Silvia con le sue parole. La festa sta per finire, deve tornare a Guidonia dove abita e anticipa il ritorno. Si guarda intorno e continua divertita: “Ma com’è che siete tutti belli qui a Santa Marinella?”
Monica è forse l’invitata d’onore della festa di finanziamento dell’Associazione “Gli amici di Flavia”, è l’infermiera del reparto bambini oncologici del Bambin Gesù di Roma che ha seguito Flavia in tutta la sua storia. Mamma Silvia e papà Igor le sono grati.
Silvia è raggiante e felice, gli occhi luminosi commentano il successo dell’iniziativa.
Quest’anno l’Associazione  ha regalato a tre famiglie di bambini oncologici  una settimana al mare. L’intenzione è di continuare e di ospitarne un numero sempre maggiore.

Silvia e Igor hanno coinvolto in un solo anno, attività private e volontari in una gara di generosità commovente; hanno offerto l’albergo,  l’ombrellone e la spiaggia per giocare, una baby sitter a disposizione, una gita in barca a vela, ore rilassanti al maneggio, un giorno al parco acquatico, pranzi in ristoranti sul mare e anche trattamenti dal parrucchiere. Tutto questo a genitori tramortiti da un’esperienza devastante e bisognosi di conforto e di gioia. E a bambini desiderosi di sentirsi come gli altri.  

Belli, belli, belli Silvia e Igor come Monica li ha chiamati. Di quella bellezza invisibile che scalda il cuore e che coinvolge chi gli sta vicino: ma com’è che siete tutti belli qui a S. Marinella?


martedì 13 agosto 2013

Il bello che c’è



Buon Ferragosto          

Dopo tanta ‘monnezza, mala amministrazione e conti in “sbilancio”, finalmente un regalo di mezza estate. Santa Marinella diventa poesia nell’ immagine del  lettore che ci invia questa foto e che ringraziamo per aver compreso lo spirito della nostra rubrica.
Quale  compenso maggiore per chi in questi mesi afosi e sonnacchiosi, denuncia contratti disattesi, smaschera bilanci fantasiosi e  insegue funzionari dal ruolo  indefinito?
Ne vale la pena. Per questa Santa Marinella  ne vale la pena.


domenica 28 luglio 2013


Il bello che c’è


Il mare di tutti           

Una giovane donna che ha adottato S. Marinella per viverci ne parla come “il mio scoglietto”. La misura della civiltà di un paese sta forse nel sentimento di appartenenza che desta in noi il luogo che abitiamo. “Il mio scoglietto” non è della gentile signora, ma lei lo sente come suo, quando può ci porta figli e nipoti, si tuffa nel mare limpido e osserva, insieme ai bambini, i granchi  che fuggono alle mani predatrici, le conchiglie marine e i ricci scampati ai saccheggi dei ristoratori. Anche d’inverno la troviamo allo scoglietto perché, quando può,  si rifugia a respirarne  l’aria di salsedine.

“Il mio scoglietto” è parte di una piattaforma abbastanza grande che si protrae verso il mare di Capo Linaro, il mare tipico santamarinellese verde-azzurro perché poco profondo e a chiazze scure per la poseidonia rigogliosa e gli scogli che emergono qua e là. L’acqua è quasi sempre pulita  e i bagni  rigeneranti.
Si arriva facendo gincana tra i sassi , qualche cacca di cane, qualche pezzo di piattaforma divelto dal mare d’inverno superando altri moli e altri scivoli dove però non si può sostare. Campeggiano scritte ”Demanio pubblico, concessione n°…  vietato sostare sui moli, sullo scivolo, nello specchio d’acqua”  (Anche nello specchio d’acqua?).

Le concessioni demaniali sono legali, ma qual è il criterio che le ispira?

In un tratto di mare sottratto alla vista dalle ville (alcune molto belle), in un tratto di costa dove in fila si susseguono  stabilimenti balneari, palafitte private e aree riservate ai militari, sorprende questo scoglio che appare come una benedizione, piccola oasi pubblica dove tutti possono stendere l’asciugamano e godersi il sole dell’estate. 
I bagnanti ringraziano chi della villa non ha chiesto concessioni o chi dal Comune non le ha rilasciate.

lunedì 22 luglio 2013


Il bello che c’è

INAUGURIAMO UNA NUOVA RUBRICA. Proveremo a raccontare  S. Marinella dal punto di vista delle belle cose, piccole e grandi,  con lo sguardo un po’ incantato di chi con il sorriso sulle labbra e la leggerezza nel cuore cerca di ritrovarne l’essenza profonda.
Chiediamo l’aiuto dei nostri lettori a segnalarci luoghi, cose e persone da raccontare, a inviarci foto e informazioni della  S. Marinella che c’è, ma di cui spesso non si parla.

Viale ombreggiato …  per caso?                


Via Meleagro conduce dall’Aurelia al mare come tutte le strade di Capo Linaro.
Capo Linaro è stato progettato così, tutte le vie portano al mare. Quando le percorri in auto o a piedi è come se avessi sempre una meta: raggiungere lo specchio di luce azzurrina che ti sorride, poi invece  ti fermi a metà oppure giri per Civitavecchia, ma la sensazione è sempre la stessa: andare al mare.
Via Meleagro quest’anno è più bella, i platani hanno le chiome ad ombrello, i rami si allungano verso il centro della strada, le foglie si sovrappongono  in un gioco di ombre e di luce. Se la percorri in questi giorni di caldo asfissiante  ne avverti il sollievo della frescura.
I residenti che assistono impotenti ogni anno ai tagli radicali - capitozzati i platani di via Meleagro e di quelle adiacenti, meno foglie per gli spazzini, meno pericoli dovuti ai rami che si spezzano al vento d’inverno – da tre anni a questa parte hanno con piacevole sorpresa visto crescere verso l’alto gli alberi della strada (come il viale Guido Baccelli di Civitavecchia o i platani del lungotevere).

Se tutto questo è il frutto di una mirata politica del verde, S. Marinella ringrazia. Se invece non si è capitozzato per mancanza di fondi o più semplicemente  perché a dicembre non si è rinnovato il contratto a chi di questo si doveva occupare, allora è proprio il caso di dire che non tutti i mali vengono per nuocere visto che l’effetto di tanta incuria è una così  grande  bellezza!