“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

Art. 54 della Costituzione Italiana

domenica 13 ottobre 2013

Cancellate quella scritta

Al civico  475  della statale Aurelia sono comparse una croce celtica e una scritta rivolta chiaramente a Priebke, che non vogliamo neppure citare. Altre scritte di questo tenore sono apparse in altri muri di Santa Marinella.
Quando abbiamo telefonato alla Polizia Municipale, abbiamo appreso di non essere stati gli unici a segnalare le scritte. I vigili hanno quindi fotografato e redatto verbale. Pare che sulle superfici comunali si sia già provveduto a rimuovere le scritte, che rimangono sui muri privati.
Chiediamo all'Amministrazione di agire in modo rapidissimo affinché le scritte siano cancellate; di farlo in accordo e in sostituzione dei privati, se questi dovessero tardare.
E' il minimo che dobbiamo alle vittime innocenti uccise dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine, e dovunque in Europa.
A Santa Marinella vive chi ha perduto un padre in quell'assurdo eccidio. A questa famiglia in particolare, esprimiamo la nostra solidarietà.

In ricordo di due anniversari. 2 ottobre 1981 - 9 ottobre 1963

Si è svolta venerdì 11 ottobre la mostra fotografica realizzata da Stefano Crispu e promossa dall’ associazione Un’altra città è possibile, a ricordo dell’alluvione che colpì la cittadina il 2 ottobre 1981. Un pubblico attento – tra cui i giovani del gruppo cineforum coordinato da Giulia Candelori - ha poi seguito con commozione la proiezione, guidata dalla prof.ssa Clelia Di Liello, di brani tratti dall'orazione civile di Marco Paolini, a commemorazione della tragedia della diga del Vajont del 9 ottobre 1963. Hanno visitato la mostra, tra gli altri, il delegato all’ambiente Luca Astori e la dottoressa  Roberta Contemori. Prima della proiezione è intervenuto, a nome del Comitato 2 Ottobre, Giovanni Dani, per illustrare le finalità del progetto Castelsecco Partecipato, che potete visionare sul sito web www.castelseccopartecipato.it. La maggioranza del pubblico ha manifestato l’esigenza di avere rassicurazioni in merito agli interventi di manutenzione ordinaria sui numerosi corsi d’acqua che attraversano Santa Marinella e su quale sia il piano di emergenza adottato dal comune in caso di calamità. Il consigliere Paola Rocchi ha ricordato, insieme a Carlo Mucciola, presente in sala, come già nella passata legislatura sia stata più volte portata all’attenzione della maggioranza la stringente necessità di approvare tale piano, che ad oggi non risulta ancora ufficializzato. Nel ringraziare tutte le persone intervenute ACP vi ricorda che il delegato ai rioni Alfredo De Antoniis, in collaborazione con i volontari della protezione civile Pro Pyrgi, ha fissato una serie di incontri con la cittadinanza, inseriti nel “Mese rionale della prevenzione da calamità naturali”.

 Questo il programma:  domenica 27 ottobre a Prato del Mare (adiacente alla Chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù), sabato 2 novembre Rioni Valdambrini e Fiori (piazzetta della farmacia comunale), domenica 3 novembre Rione Quartaccia (adiacente alla Chiesa di Sant’Antonio), sabato 9 novembre Rione Alibrandi (piazzetta di via Leopardi), domenica 10 novembre Rione Pirgus (zona La Gatta), sabato 16 novembre Santa Severa (Piazza Roma), domenica 17 novembre Rione Centro (sotto i Portici), sabato 23 novembre Rione Combattenti (Bar dei Pini) ed infine domenica 24 novembre Rione Majorca (al Parco Etruria).

martedì 8 ottobre 2013

ACP vi invita a partecipare al prossimo appuntamento




Comunicato 8 ottobre 2013 - Statuto e direttivo per ACP

La lista “Un’altra città è possibile” è divenuta Associazione politico-culturale, con statuto e regolare registrazione. In questa fase è stato nominato un direttivo, composto da 3 membri e un tesoriere, con il compito di guidare l’associazione al tesseramento, ad un’assemblea da tenersi entro gennaio e alla nomina di tutte le cariche proprie di un’associazione. Attuale coordinatore, Paolo Maria Montaldo, avvocato esperto in diritto del lavoro.
Il soggetto politico-culturale, che ora si è anche ufficialmente dotato della sigla ACP, prosegue il percorso della lista con due principali finalità.
La prima finalità è quella di seguire e supportare l’azione amministrativa e consiliare attraverso la sua consigliera di minoranza, nelle battaglie che hanno già caratterizzato “Un’altra città è possibile”: la trasparenza della pubblica amministrazione, l’efficienza dei servizi, le tematiche ambientali e più in generale quelle legate al territorio, la cultura.
La seconda finalità è quindi quella di affrontare tali tematiche non solo da un punto di vista amministrativo, ma politico nel senso più ampio del termine, e cioè quello di creare dibattito, proposte, approfondimenti fra i cittadini e con le altre forze politiche sia locali che di tutto il comprensorio. ACP non nasce infatti con l'intento di porsi in antagonismo con i partiti, ma con quello di costituire spazio aperto, di transito, di colloquio con altre compagini politiche, rivolgendosi anche a quei cittadini che si vogliono riconoscere in soggetti politici meno determinati, ma riconoscendo che il ruolo di traino nella società resta ai partiti, come resta a loro la grande responsabilità di proposte organiche e convincenti, a livello nazionale e locale. In questo sforzo di ridisegnare la società in senso più giusto e di praticare la buona politica, gli attivisti di ACP si mettono a disposizione e vogliono fare la loro parte per azioni concrete.
La prima manifestazione riguarderà la fragilità idrogeologica del nostro territorio a ridosso del 2 ottobre, con una mostra relativa alla situazione dei nostri fossi e la commemorazione di un evento lontano quanto simbolico, il crollo della diga del Vajont di cui ricorrono in questi giorni i 50 anni. Sono in programma inoltre approfondimenti sulla qualità dell’aria e sulla situazione dell’acqua e della rete idrica del nostro territorio. 



ACP



Gesam e la raccolta differenziata: il dado è tratto!



giovedì 3 ottobre 2013

A proposito della Lattanzi e dei suoi insulti a Paola Rocchi


I comici a corto di idee, per strappare qualche applauso al pubblico infarciscono le loro mediocri battute di volgarità.

Lo stesso accade in politica: quando si è a corto di argomentazioni è frequente il ricorso all’insulto e all’aggressione verbale. È un modo deprecabile, ma purtroppo diffuso, di attrarre l’attenzione su argomentazioni che altrimenti ne meriterebbero ben poca.

Non è sfuggita a questa tentazione Anna Maria Lattanzi allorché ha contestato l’approvazione della mozione della minoranza sulla GESAM.

Per cercare di dare forza a giudizi politici (che a me appaiono superficiali e privi di senso, ma che comunque Lattanzi è assolutamente libera di esporre e difendere) ha approfittato del pur legittimo esercizio del diritto di critica per sferrare un attacco livoroso alla consigliera di “Un’Altra Città è Possibile”, Paola Rocchi, pieno di offese gratuite e di pesanti insulti personali. 

Non vale la pena di perdere tempo a ribattere alle sue volgarità: queste si commentano da sole e squalificano chi le ha pronunciate. Né Paola Rocchi ha bisogno di essere difesa: le sue qualità umane e professionali sono da tutti apprezzate, anche dai suoi avversari politici.

Se ne parliamo è perché questa è l’ennesima dimostrazione di come sia ridotta la politica; al ragionamento si sostituisce l’insulto e agli argomenti, gli slogan; alla diffusione paziente delle idee si preferisce l’uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione, usati come cassa di risonanza di vere e proprie diffamazioni. 

Ci si lamenta che i cittadini non credono alla politica? Bè, hanno proprio ragione: se questo è il modo di farla e questi ne sono i protagonisti, non c’è motivo di darle credito.

 La speranza sono le persone che, come Rocchi, tirano avanti malgrado gli insulti e non cadono nel trabocchetto delle provocazioni. La speranza è che altri facciano come lei, con ciò restituendo dignità alla politica, e che chi sa solo offendere sia ripagato con l’indifferenza.

Paolo Maria Montaldo - Coordinatore di “Un’Altra Città è Possibile”

mercoledì 2 ottobre 2013


Il bello che c’è




I fossi a S. Marinella          

Santa Marinella è una lunga striscia di terra stretta tra il mare e le colline. Chi ha spirito sportivo  o amore per la natura e si addentra in lunghe  passeggiate verso l’interno, rimane stupito dalla bellezza della sua  macchia mediterranea. Del resto la Riserva naturale di Macchiatonda nel territorio di Santa Marinella ricorda che questa è zona ricchissima dal punto di vista naturalistico. Corbezzolo e mirto, lentisco e ginepro, erica e cappero, rosmarino e ginestre e, a testimoniare la straordinaria tipicità del nostro territorio, antiche sopravvivenze di vite silvestre.

I fossi congiungono la collina al mare. Chi è di S. Marinella e non è più giovanissimo ricorda con piacere i ruzzoloni giù per le pareti scoscese a raccogliere fiori o a cercare girini, a chiamarsi a nascondino o fare asparagi e cicoria.

Ma S. Marinella, che è nata lungo i fossi, li ha poi dimenticati. I giovani non ne hanno coscienza perché non si sono allenati a percorrerli in lungo e largo; l’odore nauseabondo dell’acqua impantanata degli scarichi abusivi li ha tenuti a distanza. Gli speculatori edilizi li hanno soffocati tra brutti edifici incombenti fin sulla soglia e l’ingordigia di qualche privato ha fatto lo stesso pur di ottenere qualche metro quadrato in più.
Si è dimenticato che in caso di alluvione, l’acqua che corre copiosa e veloce non ne vuole sapere di argini cementificati e di canali tombati che la costringono a improbabili strettoie.

I fossi, i fiumi vogliono  un ampio margine di terra intorno a sé dove  naturalmente riversare le acque  senza danno a cose e persone in caso di piogge abbondanti. Si allargano nelle stagioni delle piogge e si stringono nei periodi di siccità e la vita animale e vegetale che pullula rigogliosa si adatta ai ritmi stagionali.

C’è un bel progetto che il Comitato cittadino 2 ottobre ha già proposto alla precedente amministrazione; prevede la riqualificazione del fosso di Castelsecco, l’unico che presenta all’interno dell’area urbana un’ampia foce naturale dove è ancora possibile assistere a emigrazioni di uccelli come gli aironi che s’abbeverano al fosso e poi s’involano a sorpresa nel cielo di S. Marinella. Il Comitato costituitosi da qualche anno ha denunciato più volte i rischi idrogeologici del nostro territorio, ha celebrato il trentennale dell’alluvione del 1981 che ha provocato un grave lutto cittadino, ha organizzato convegni per suscitare una coscienza collettiva su questo tema. In questi giorni, ripropone all’attenzione dei consiglieri la delibera del progetto di Castelsecco partecipato.

Quale migliore occasione per la giunta da pochi mesi insediatasi di far propria questa delibera? Accogliere questo progetto di democrazia partecipata (già collaudato in numerose zone d’Italia con problematiche simili) e coinvolgere tutti i cittadini sul futuro della città sarebbe un atto di intelligenza e lungimiranza che troverebbe d’accordo maggioranza e opposizione: un parco naturale nell'area urbana è un’attrazione turistica straordinaria e una fonte di benessere insostituibile per tutti noi.
Sarebbe un atto di coraggio per restituire memoria e bellezza ai cittadini e conciliare la città alla natura; sarebbe un regalo per S. Marinella.

www.castelseccopartecipato.it




Le foto sono di Patrizio Demartis