“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

Art. 54 della Costituzione Italiana

domenica 17 novembre 2013

Il delegato Minghella e i 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno, ovvero: la fantasia al potere


Premessa: in questo post del 16 novembre 2013 avevamo illustrato le motivazioni di un nostro esposto alla Corte dei Conti sulla questione dei 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno.
Il giorno dopo con questo articolo prontamente il delegato Minghella ci risponde sui giornali telematici.

Ecco il nostro commento.

L'esposto che abbiamo presentato in Corte dei Conti a proposito della causa persa con il Consorzio Medio Tirreno ha spinto il delegato ai tributi a dare la sua versione. Forse voleva rassicurarci; in realtà è riuscito a farci preoccupare ancora di più per come ha fantasiosamente trasfigurato la realtà.
Innanzi tutto i fatti.
Lui dice che il  Comune ha chiesto il lodo arbitrale contro il Consorzio Tirreno: falso: è il consorzio che ci ha chiamati in causa perché non pagavamo canoni e adduzione di acqua per gli anni 2009 e 2010, malgrado che i nostri rappresentanti nel Consorzio avessero approvato il bilancio che imponeva quei pagamenti.
Lui dice che eravamo usciti dal Consorzio: falso: la relativa delibera da sola non basta; per uscire davvero ci vuole l'assenso degli altri consorziati: assenso mai chiesto né ottenuto.
Lui dice che la causa  riguardava anche il 2011 il 2012: falso: La causa riguardava solo il 2009 e il 2010, anni cui si riferiscono i 400.000 euro da dare al Consorzio. I 160.000 euro sono per gli anni successivi e si aggiungono ai 400.000, non vi sono compresi.
Secondo Minghella la causa l'avremmo fatta per costringere ACEA a pagare!  Questa, malgrado una certa frequentazione del diritto, non l'avevo mai sentita. Andare in causa con Medio Tirreno per far pagare ACEA meriterebbe il Nobel per l'astuzia!  Domanda: non sarebbe stato più semplice fare causa ad ACEA senza perdere prima con Medio Tirreno?
Infine: lui dice che noi pagheremo i 400.000 euro e poi Acea ci ridarà i soldi. E come facciamo? A quanto è dato sapere, ACEA già non ha mai pagato somme sicuramente dovute, cioè i circa 100.000 euro l'anno per l'uso delle strutture (forse perché mai chiesti?). E adesso Minghella pensa di chiedere ad ACEA denaro che siamo stati condannati a  pagare per aver commesso errori ed omissioni gravissime di cui ACEA sicuramente non è responsabile? Buona fortuna (a noi più che a lui)

Forse sarebbe stato meglio un sobrio e dignitoso silenzio.

sabato 16 novembre 2013

L'acqua che venne pagata due volte... (leggasi 400.000 € buttati)


Come se non bastassero le batoste, tra tasse e imposte, che ci stanno cascando addosso in questi giorni, l'incompetenza e il pressappochismo della Giunta Bacheca e della maggioranza costringe i cittadini di Santa Marinella a pagare due volte l'acqua, con una spesa inutile di circa 400.000 euro!
E' questa infatti la enorme somma che complessivamente dovremo versare al Consorzio Nuovo Tirreno per due fatture non pagate relative al servizio idrico offerto dal Consorzio negli anni 2009 e 2010.
I Comuni di Civitavecchia, Tarquinia e Santa Marinella costituirono nel 1963 questo Consorzio per l'approvvigionamento idrico. Ognuno avrebbe pagato in proporzione alla quantità di acqua erogata.
Nel 2009 il nostro Comune, che nel frattempo si era affidata ad altro gestore, ACEA ATO 2, decide, con delibera votata dalla sola maggioranza nel marzo del 2009, di uscire dal Consorzio. Sennonché, ed è questa la prima incredibile omissione, si dimentica di applicare la legge, che impone ai Comuni che vogliano recedere da un Consorzio, di chiedere ed ottenere l'assenso degli altri soci. Per cui, non avendo ottenuto l'assenso per non averlo mai chiesto, il Comune (forse a sua insaputa?) rimane socio e quindi deve continuare ad accollarsi le spese del Consorzio.
Ma non basta. I nostri ineffabili rappresentanti nell'Assemblea consortile votano il bilancio del Consorzio sia per il 2009 che per il 2010, con il bel risultato di accettare esplicitamente di pagare le spese per un servizio che la nostra città non avrebbe mai utilizzato perché intanto noi prendevamo l'acqua da ACEA.
Quindi per il Consorzio noi eravamo soci a tutti gli effetti: solo un po' più sciocchi degli altri perché avevamo accettato di comprare acqua che non avremmo mai usato!
Ovviamente il Consorzio ci ha chiesto di pagare l'acqua che ci aveva messo a disposizione per i due anni 2009 e 2010. 
Poiché non abbiamo pagato, ci ha chiamati in causa.
Si è costituito un Collegio arbitrale che, alla fine della storia, ci ha condannati a pagare ben 274.000 euro cui vanno aggiunte la multa del 4% per ogni anno di ritardo nel pagamento, gli interessi, le spese legali, quelle di funzionamento del Collegio arbitrale, IVA e Cassa previdenza avvocati.
Alla fine pagheremo circa 400.000 Euro, oltretutto molto di più di quello che ci sarebbe toccato se avessimo onorato per tempo gli impegni!
Ma a parte questo, c'è da indignarsi a pensare che tutto questo nasce dalla insipienza, dal pressappochismo e dalla ignoranza delle leggi da parte delle persone delegate ad amministrarci!
Si tratta di un danno gravissimo per i cittadini che così pagano l'acqua due volte. In un momento di crisi acutissima nella vita delle famiglie un debito di questa portata è l'ultima cosa che ci voleva. Pensiamo solo a quanti servizi utili per la città avremmo potuto realizzare con questa somma, se solo i nostri rappresentanti avessero saputo fare il mestiere di amministratori pubblici.
Questo fatto non poteva passare sotto silenzio.
Come forze di opposizione abbiamo quindi inviato alla Procura per il Lazio Corte dei Conti un esposto con cui chiediamo di fare piena luce sulla vicenda individuando i responsabili di questo disastro e chiamandoli a rispondere dei danni arrecati.
Sul piano politico chiediamo alla maggioranza di volere spiegare alla città come sia stata possibile tanta insipienza e cosa si intende fare per arginare i danni che ci hanno prodotto. Chiediamo a questo punto anche di voler far sapere alla cittadinanza cosa accadrà per le spese relative agli anni 2011 e 2012. Non ci risulta infatti che la giunta Bacheca abbia fatto qualcosa per esentarci dall'obbligo di questo doppio pagamento anche per questi due anni.

ACP,  Associazione S.Marinella - S.Severa 5 stelle,  PD,  Progetto Centro,  SEL.

martedì 12 novembre 2013

Non ci stanchiamo


Per rispetto dei cittadini chiamati in questi giorni a pagare integralmente il servizio di igiene urbana, ci sembra doveroso intervenire sulla notizia dei 195mila euro di multa alla Gesam per ben 47 inadempienze. L'iniziativa ci appare inevitabile, quanto incredibilmente  tardiva. Il fatto che si sia verificata con il ritardo di 2 anni non finisce di costituire per noi stupore e motivo di sdegno. Tale sottovalutazione del problema ha infatti procurato danni di immagine alla città, mancanza di decoro e di igiene urbana, utilizzo inefficiente di risorse economiche, tutte cose intollerabili per una cittadina civile. Un atteggiamento diverso da parte dell'Amministrazione, non solo avrebbe assicurato la pulizia della nostra città, ma avrebbe aiutato anche la Gesam a migliorare il servizio, evitando l'intricata situazione attuale.La multa sulle  inadempienze della ditta è inevitabile perché  le inadempienze sono sotto gli occhi di tutti: le strade non spazzate, il porta a porta iniziato in ritardo e non ancora concluso, le condizione pietose del centro raccolta sono solo le mancanze più evidenti e macroscopiche. Non ci stancheremo però di ripetere che tali inadempienze sono state  chiare da subito, dall'estate del 2011, in cui non solo la Gesam dopo 5 mesi ancora non iniziava il porta a porta, ma a nostro giudizio non sfalciava le strade, né le teneva pulite. Allora furono sindaco e delegato a  difendere l'operato della ditta, cosa documentata dagli articoli di stampa. Un anno dopo, sempre d'estate, la situazione presentava secondo noi già un lungo elenco di mancanze contrattuali, evidenza ignorata però del tutto dai responsabili politici e amminstrativi. Vorremmo  così ricordare che già un anno fa chiedemmo un  cambio di marcia proprio nei controlli con una mozione rimasta lettera morta, come se la Gesam fosse un soggetto intoccabile.
Poi la svolta. L'atteggiamento nei confronti dela Gesam appare cambiato ma  l'ambiguatà resta evidentemente, perché la giunta ha votato la mozione per la risoluzione del contratto, ma per un mese non l'ha neppure consegnata alla responsabile del servizio, mentre nell'ultimo Consiglio, il delegato Maggi ha detto di rifiutare una visione troppo negativa della situazione. In fondo, cosa sono mai 47 inadempienze.

La minoranza

Era già tutto previsto (comunicato stampa della minoranza)



Una delibera e un assessorato. Così, con gli ultimi atti di questi giorni, la nuova Amministrazione Bacheca ha onorato la sua cambiale elettorale nei confronti di Fratturato e dei più stretti collaboratori dell’Ancora, perché gli altri sono stati cacciati. Intanto Fratturato, nonostante ancora pretenda il suo posto di “minoranza” nelle commissioni, o  non  si presenta ai Consigli, o mostra tutto il suo disinteresse per il dibattito, oppure vota assieme alla Maggioranza, comprese le linee programmatiche.
            In compenso ha avuto quello che voleva, in quella lista di richieste che noi definimmo “lista della spesa” e il candidato sindaco Fronti rifiutò con sdegno. Bacheca no.
            Bacheca non ci ha visto nulla di strano. Così con la delibera 179 Fratturato ha ottenuto che la coordinatrice del suo movimento, che da anni risulta responsabile di un servizio, abbia quello che era nei patti: cimitero, sap, sanità.
            Perché Fratturato sia così interessato al Cimitero e al trasporto locale, a questo punto sarà il caso di osservarlo con attenzione. Certo è che a noi sembra esserci una vera sproporzione in termini di impegno fra il servizio della coordinatrice dell’Ancora, e altri servizi. Insomma ci sembra evidente che Bacheca ha usato anche “un occhio di riguardo”,(le famose garanzie ad alcuni dipendenti denunciate a suo tempo dal candidato Fronti), soprattutto perché la delibera 179 toglie alla coordinatrice il settore forse più spinoso e fra i più impegnativi della struttura comunale, e cioè quello dell’istruzione, che inizialmente le era stato assegnato.
            Non diversa appare la lettura dell’Assessorato: nelle deleghe assegnate a Marcella Alfè, ritornano gli interessi espressi da Fratturato, a partire dall’apparentemente innocua e meritevole delega per le comunità straniere. Presumiamo che sia quello che, senza nessuna pubblicità, Fratturato ha chiesto di gestire in prima persona negli ultimi tre anni, tant’è che il 16  febbraio 2011, in una delibera che porta la firma della coordinatrice dell’Ancora, Fratturato ha sostituito il sindaco assente. Si tratta della delibera sulla gestione di fondi comunitari per i rifugiati politici. Il ministero dell’interno ha pagato per 3 anni vitto, alloggio (insomma affitti di appartamenti) nonché corsi a diverse famiglie di rifugiati. Di questa cosa, dell’ammontare delle cifre, del loro rendiconto,  non si è saputo mai nulla, se non che a gestirla era la coordinatrice dell’Ancora, come si presume continuerà a fare sotto l’Assessore dell’Ancora. Alla nostra richiesta di trasparenza in Consiglio, il sindaco si è rifiutato di dare chiarimenti, sostenendo la delicatezza dello status di rifugiati. Peccato che la normativa in proposito parli di “inclusione sociale” degli stessi rifugiati, e non della necessità di tenerli nascosti. In ogni caso, anche questa sarà un interesse forte espresso da Fratturato da osservare con attenzione.
             Così come l’urbanistica, sulla quale del resto non avevamo dubbi: fu Fratturato a battere i pugni sul tavolo pretendendo che si andasse avanti nella votazione, la sera della delibera sul porto, che prevedeva un accordo di programma.
            Fu lo stesso Fratturato a votare il Piano Benigni insieme a tutti gli altri, la sera del 11 agosto.
            L'assessorato all'Urbanistica non è stato assegnato, anche se lo stesso fu richiesto da Fratturato, è nelle mani del sindaco che, a questo punto, ne garantisce le parti e gli accordi , in compenso all'assessore de L'Ancora è stata data la delega agli Accordi di Programma, vale a dire :"...se l'urbanistica la tengo io, evitiamo problemi di stabilità in maggioranza, in compenso ti occupi degli accordi di programma che è l'unico modo per edificare, fuori dalle regole del PRG, attraverso accordi con i privati...".
            In realtà l’idillio politico fra Bacheca e Fratturato non si è  mai rotto,nonostante le male parole reciproche.
            Rispetto a ciò, noi proviamo vero stupore nei confronti dei nuovi consiglieri della maggioranza: animati a chiacchiere da tanto spirito di rinnovamento, che avevano sempre negato accordi con Fratturato, (come tra l'altro il sindaco) nei fatti sono evidentemente pronti ad abbassare la testa davanti alle logiche più trite e partitocratiche,  davanti agli scambi di interessi.
            Così come hanno abbassato la testa tutti quei rappresentati PDL che in campagna elettorale andavano dicendo “Mai con Fratturato”.  Illusi.

I Consiglieri di Opposizione di Santa Marinella(quella vera)
Massimiliano Fronti,Paola Rocchi,Marina Ferullo,Andrea Bianchi, Piero Vincenzi,

mercoledì 6 novembre 2013

Il nostro voto in Consiglio sulle "Linee programmatiche"





Attraverso la sua consigliera di riferimento, ACP ha votato contro le Linee guida approvate in Consiglio dalla giunta Bacheca, così come hanno votato contro gli altri consiglieri di minoranza, escludendo Fratturato che come tutti sanno non fa parte della minoranza, e infatti ha votato a favore.
Ciò che ci ha spinto al voto contrario non sono state le affermazioni contenute nelle linee guida, a partire da quell’avvincente sogno di diventare “città intelligente”. Molte dei progetti dichiarati come obiettivi dei 5 anni prossimi, non solo erano contenuti anche nel nostro programma, ma sono le cose che molti santamarinellesi sognano, da anni: un parco archeologico, un teatro, una piazza, una sede comunale, la riqualificazione di tutta la parte storica dell’ex cementificio, di cui ci sarà ceduto il villino Cerrano, che faremo diventare centro di cultura. Costruiremo financo un cimitero monumentale (una specie di piccolo Verano) e diventeremo  poi una città della cultura,  città giovane, città della bici, città del surf, città del verde, città del wi-fi e molte altre città: una città trendy.
Le costatazioni  che ci hanno portato al voto contrario sono due. La prima è l’enorme distanza fra quello che l’attuale maggioranza ha dichiarato e la cruda verità dei fatti del primo mandato Bacheca. La seconda è che per ora non si vedono segni di virata e cambiamento, per cui dire che ora questa maggioranza è un’altra cosa, non sembra credibile. Sia sufficiente un particolare: nelle linee guida si legge che l’amministrazione ritiene strategico il settore della cultura, e che l’”ufficio dovrà lavorare con energia”. Peccato che l’attuale amministrazione si sia dimenticata di nominare un assessore, o persino un delegato alla cultura. Ci piacerebbe sapere quanti comuni d’Italia condividono questo primato. Quanto alla “trasparenza” tanto decantata, il sito comunale manca di moltissime informazioni e  non è neppure accessibile agli ipovedenti, altro che trasparenza. Riguardo alle nomine, inoltre, la minoranza ha  chiesto al segretario  di verificare se le nomine al Nucleo di Valutazione(ora OIV) che ci costa circa 60mila euro l’anno,  rispettano la legge, oppure seguono i soliti criteri di spartizione fra amici. Perché questo ci risulta.
Motivando in Consiglio il nostro voto contrario, abbiamo ricordato al sindaco l’enorme distanza fra quello che ha scritto, e quello che ha fatto vedere in 5 anni, per sollecitarlo a cambiare rotta nei fatti, e non nelle promesse elettorali. Ci chiediamo infatti dov’era il sindaco Bacheca nei primi 5 anni del suo mandato, quando Santa Marinella faceva di tutto per apparire come una “città stupida”. Dov’era Bacheca quando si vedevano rifiuti dovunque, lavori pubblici procedere con la lentezza delle ere geologiche, manutenzione nelle scuole sempre in affanno, cittadini che si autotassano per ricorrere al TAR contro le scelte urbanistiche della giunta, una convenzione firmata con il gestore del porto e due denunce ricevute dallo stesso gestore, una macchina amministrativa allo sbando, con alcuni responsabili costretti a giocare ai quattro cantoni, e altri protetti e  inamovibili, uffici indietro su tutto: sicurezza del luogo di lavoro, informatizzazione, persino un archivio comunale generale (che non esiste).
Non capiamo come può parlare ora di città della bici, se nell’approvare nuovi marciapiedi e un tratto di strada, Bacheca non ha messo la sua firma nemmeno su 10 metri di pista ciclabile. Come può parlare di città del surf, quando ha approvato un progetto di riqualificazione della spiaggia della Toscana, che avrebbe ucciso il sito del banzai surf, con i surfisti pronti ad incatenarsi? Dov’era, quel giorno, dov’era?
Come può parlare di “valorizzazione del patrimonio arboreo” se durante il suo primo mandato sono morte tutte le palme pubbliche, sono stati capitozzati i platani, sono stati capitozzati gli eucalipti del parco Kennedy in piena estate. E la musica non sembra cambiata: di recente sono stati potati degli alberi sul lungomare Marconi, ma solo lungo il tragitto di una corsa: la programmazione nella gestione del verde è una chimera.
Non capiamo come il sindaco possa parlare di decoro, se da tre anni tollera che la Gesam non spazzi le strade, come da contratto, e non ci sembra che la nuova Giunta abbia cambiato registro.  Come può parlare di cimitero monumentale, quando quello “normale” ha avuto una scala di accesso ai loculi chiusa per quasi un anno, in attesa dei lavori? Come può parlare di lavoro, se sotto il suo mandato la Multiservizi ha avuto per due anni un disavanzo, unica ragione per cui ora rischia di essere chiusa?  
Ma non è tutto: oltre che per questa abissale distanza dalla realtà dei fatti (e gli esempi potrebbero continuare), le linee programmatiche di Bacheca si caratterizzano per quello che non c'è scritto: nessun riferimento alla fragilità idrogeologica del nostro territorio, alla necessità di redigere un Piano di Emergenza Comunale, allo stato della sede comunale di via della Libertà, alla scuola centro, dove quando piove un po' di più, l’acqua affiora dal pavimento. Cenni generici all’urbanistica, al Porto, alla bonifica della costa, dove ci sono ancora scarichi a mare (altro che Bandiera blu).
Alle nostre argomentate obiezioni, il sindaco ha risposto stravolgendo la realtà dei fatti; e laddove non aveva risposte ha ripetuto il solito, abusato ritornello: io ho vinto le elezioni e quindi ho ragione io.
Forse gli sfugge che la vittoria elettorale dà la maggioranza in Consiglio, ma non autorizza a raccontare le favolette e a promettere la luna, senza nel frattempo muovere un dito per realizzare le promesse.

martedì 5 novembre 2013

Due pesi e due misure (dove si parla ancora dell'appalto per i rifiuti)


(145mila euro. Questa è la cifra che paghiamo ogn i anno alla Gesam per lo spazzamento e il lavaggio delle strade)
La commissione esaminatrice per assegnare un  appalto o giudicare i partecipanti ad un concorso pubblico, deve essere nominata dal responsabile dell’ufficio competente, e non può essere nominata direttamente dalla Giunta. La nomina da parte della giunta  risulterebbe infatti inopportuna, per niente trasparente, priva di garanzie sull’indipendenza dei membri della commissione e  soprattutto fuori legge. Peccato che la giunta presieduta da Bacheca dal 2008 lo abbia fatto in due circostanze importanti: nel 2010, al tempo dell’appalto per i rifiuti poi vinto dalla Gesam, e lo scorso gennaio, quando è stata nominata la commissione per il concorso a Comandante dei vigili. Cosa c’entrano le due vicende?
C’entrano perché, timorosi di ricorsi inevitabili sulla vittoria a posto di comandante, ora sindaco e assessori sono tornati indietro, hanno riconosciuto il grave errore e, con la delibera 180, hanno annullato l’atto in cui designavano la commissione ritenendolo “viziato da incompetenza assoluta”.
Ma allora l’appalto  per i rifiuti vinto dalla Gesam? Evidentemente era presente lo stesso “vizio di  incompetenza” anche nel 2010, ma quando noi della minoranza lo facemmo  notare, l’Amministrazione tutta, ancora presieduta da Bacheca,  ignorò l’evidenza. E non è un particolare da poco.
Fu questo uno dei uno dei motivi che ci spinse, il  21 settembre del 2010, a presentare esposto in Procura, esposto dove segnalavamo inoltre  che la giunta, prima di nominare la commissione, aveva smantellato l’ufficio gare, condotto da personale esperto in materia e in grado di occuparsi del bando per i rifiuti. Perché?
A questo punto sarà il caso che il sindaco, che è lo stesso del 2010, si spieghi: perché un atto dello stesso tipo che ora è stato definito “non conforme” e quindi annullato, al tempo del bando per la raccolta differenziata, che poi ha scelto la Gesam, è stato ritenuto legittimo e perfettamente funzionale?
Poiché abbiamo appreso dai giornali che si sta chiudendo l’indagine sull’isola ecologica, ci permettiamo di girare la domanda anche alla Procura, con la fiducia che i quesiti che ci poniamo da tre anni sul servizio di nettezza urbana del Comune di Santa Marinella trovino presto delle risposte.

Fronti, Bianchi, Ferullo, Rocchi, Vincenzi

venerdì 1 novembre 2013

La colpa è degli storni



(Niccolò Machiavelli)
 
Mi scuso se, a distanza di pochi giorni, firmo due post con il mio nome, perché non è questo lo spirito del blog, che da sempre ha evitato personalismi di sorta (e continuerà ad evitarli).
Il fatto è che vengo da un Consiglio Comunale a suo modo significativo, in cui la nuova Amministrazione ha presentato fondamentalmente due provvedimenti: le linee programmatiche e le tariffe della TARES.
Entrambi potrebbero suscitare, in chi ha seguito le vicende politiche di questi anni, una bella dose di rabbia.
Le linee programmatiche sono lontanissime dalla realtà dei fatti di questa nostra città, anzi sono opposte,  realtà dei fatti che ha creato oppure assecondato lo stesso sindaco, che ora parla di puntare su "Santa Marinella città intelligente".
Riguardo alla Tares, pagheremo la pulizia delle strade che non è mai stata eseguita secondo il contratto, mentre nel 2012 (anno sul quale si basano i calcoli della TARES) la città ha prodotto 3 etti di rifiuti differenziati a cittadino al giorno, a fronte di 1 chilo e 800 grammi di indifferenziato, per i ritardi sul porta a porta. In pratica 400mila euro in più sul conferimento a discarica a Cupinoro (come ammesso dallo stesso Minghella) perché il contratto non è stato rispettato. Poiché la TARES deve coprire integralmente i costi del servizio di nettezza urbana, più sono alti questi costi, più i cittadini pagano. Oppure, detto in altri termini, più rifiuti indifferenziati produciamo, più paghiamo. Aver scelto la raccolta differenziata Porta a porta doveva quindi portare ad un abbattimento dei costi, ma così non è stato. Per colpa di chi? "Dei romani", ha in pratica detto il delegato Maggi giustificando il fallimento del Porta a Porta, un anno fa. "Agli storni" andrebbe invece imputata la colpa di non tenere pulite le strade. Questo ha detto Maggi  quando poi nel corso dell'ultimo Consiglio comunale  gli abbiamo contestato la sporcizia di certe vie, (tipo i marciapiedi di via della Libertà) nonostante i 145mila euro che i cittadini dovranno sborsare per lo spazzamento e il lavaggio delle strade, altro compito che deve svolgere la Gesam.
In più la TARES arriva in tre rate ravvicinatissime, perché la maggioranza non ha portato il regolamento in Consiglio per tempo, nonostante l'ufficio fosse pronto. Se il sindaco e la sua giunta si fossero dati una mossa, potevamo pagare una rata a luglio, una a ottobre e il conguaglio finale con tutti i calcoli a dicembre.
Ma non si sono dati una mossa, e poi perché? hanno vinto, no? Hanno il consenso dei cittadini, 'nevvero?
Questo ogni volta ripetono, quando vogliono tagliare corto con le critiche...
Davvero delle Volpi.

Per questo non mi sembra così astruso concludere questo intervento  incollando di seguito il commento di un Anonimo al post precedente, e la risposta che ho tentato.

Paola Rocchi, consigliera comunale di ACP
................................................................................................................... 

"Professoressa Rocchi,è probabile che Lei lo abbia più volte ricordato ai suoi alunni come il maestro abbia codificato che il politico,sia esso Principe che Vulgo,per essere vincente debba essere prima,e contemporaneamente,forte come il leone e astuto come la volpe...e che l'applicazione della categoria dell'etica alla politica porti irrimediabilmente alla sconfitta".

Gentile Anonimo, conoscitore del Maestro (detto anche "Il Macchia" da alunni scherzosi), che peccato non sapere il suo nome così da portela ringraziare con più calore.
E' esattamente come dice lei. Il Macchia ha fatto nascere la Scienza politica descrivendo la "realtà effettuale" e non la "immaginazione di essa" consigliando il reggitore dello Stato di mentire e sopraffarre, se necessario. Perché gli uomini sono quello che sono, spergiuri, ingrati e fondamentalmente preoccupati solo della propria borsa. C'è una piccola considerazione da fare, però. Machiavelli consigliava in modo accorato tutto questo subordinandolo al fine, e cioè al Bene dello Stato. Ma io mi chiedo: un amministratore che tollera la sporcizia e la mancanza di decoro, che non vigila su uno stupidissimo contratto, il Bene di chi sta tutelando?
A parte ciò, chi nasce rotondo non muore quadrato, e ci sono certi che Volpi non saranno mai, nè tanto meno serpenti. Inoltre non di rado ci si mette pure la Fortuna (intesa come Caso).
Convengo con Lei che, allora, forse è meglio che costoro lascino stare la politica.
Per quello che mi riguarda, ho imparato la lezione. Non dagli scritti del Maestro lungamente commentati, ma dell'esperienza. Maestra a sua volta di Machiavelli, uomo politico che subì del resto lui pure i colpi della Fortuna: costretto all'esilio, riaccettato con sospetto e poi di nuovo allontanato dalla vita politica...Forse non era una Volpe nemmeno Lui. E meno male, perché le Volpi passano, mentre gli Uomini grandi come Lui invece no. La loro moralità di fondo, il loro impegno strenuo affinchè l'umanità migliori, tutto questo, nei Grandi, non si spegne. Grazie per avermi dato la possibilità di ricordarlo. "A ognuno puzza, questo barbaro dominio".

P.R.