“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”

Art. 54 della Costituzione Italiana

domenica 24 novembre 2013

Piano di emergenza: ora si può.


Questa è la volta buona: anche S. Marinella può avere un piano di emergenza comunale. E’ il momento giusto e ci sono i soldi per farlo.
E’ difficile capire quale improbabile combinazione di idiozia e di ignavia abbiano portato a questa situazione, ma sta di fatto che uno dei comuni con il più alto rischio idrogeologico del Lazio, il nostro per l’appunto, non si è mai dotato di un piano di emergenza comunale.
Se è vero che le immagini della Sardegna ci hanno turbato, è altrettanto vero che le cifre di quell'evento ci hanno terrorizzato. Nell'alluvione del 1981 noi abbiamo avuto circa 200 mm di pioggia in 24 ore, in Sardegna ne sono caduti 440 nello stesso periodo di tempo.  La pioggia della Sardegna è stata maggiore di oltre due volte rispetto al nostro alluvione del 1981, un evento del genere sul nostro territorio avrebbe causato un disastro devastante.
Gestire S. Marinella senza una pianificazione in caso di emergenza, senza un sistema codificato di allerta e allarme, senza una procedura per l’evacuazione e per i soccorsi è semplicemente follia.
I soldi stavolta ci sono. Stiamo per approvare il bilancio di previsione del 2013 e, avendo speso per 11 mesi in assenza di previsione, ci apprestiamo, condizione mai verificatasi negli ultimi 10 anni, a rilevare un eccesso di soldi da spendere. Il comune si troverà nella condizione di avere significative risorse da impegnare nel mese di dicembre, e questo non succedeva da molto tempo.
Negli ultimi anni “abbiamo” affidato il piano di emergenza a volontari, professionisti in pensione, amici, parenti di amici. Bacheca ha portato questo documento in Consiglio Comunale per 3 volte senza che questo atto avesse mai la compiutezza e le caratteristiche necessarie per l’approvazione. Per due sedute di seguito è stato messo all'ordine del giorno e ritirato durante la seduta.
E’ ora di cambiare rotta: il piano di emergenza non lo devono redigere i volontari bensì professionisti che lo fanno per mestiere. Bisogna pagarlo perché è una cosa seria.
Martedì c’è il Consiglio Comunale con l’approvazione del bilancio di previsione: basta approvare un emendamento e impegnare 40.000 euro per questa cosa. Nel mese di dicembre procedure di affidamento e entro Natale l’incarico è affidato.
E possiamo sognare. Fatto il piano di emergenza possiamo pensare ai sistemi di allarme. Le tecnologie ci sono: basta un pluviometro digitale con una centrale GPRS collegata a 10 telefoni, a facebook, a twitter. Sappiamo che dopo 80 mm di pioggia a S. Marinella scatta l’allerta, sappiamo cosa succederà e dove. Basta una cosa del genere, basta guardare dove queste cose già esistono. Altri 15.000 euro di spesa. Un’inezia. E a quel punto sì che serviranno i volontari, per fare formazione e sensibilizzazione tra i nostri cittadini. Basta questo, basta crederci.
Sono stufo. Stufo della stucchevole sequela di demagogia che segue a ogni disastro naturale. Stufo degli sciacalli dell’informazione, dell’incompetenza, dei messaggi di cordoglio, delle pagine vuote dei giornali. E il giorno dopo tutto come prima, giocando ogni anno alla roulette russa della natura. Ora abbiamo l’opportunità di reagire nell’unico modo possibile all’evento della Sardegna. Affrontare e risolvere il problema della pianificazione dell’emergenza del nostro comune. 
Possiamo farlo adesso, fare diversamente sarebbe una follia.

Stefano Massera


Lettera di un adolescente



Caro Sindaco,
In questi giorni è caduta giù un sacco di pioggia, il cortile di casa mia è diventato una piscinetta e poi c’è stata l’alluvione in Sardegna. Quando piove, sono sempre un po’ agitato da quando mi hanno spiegato che a S. Marinella c’è  un  grande rischio idro-geologico .
Io non sono un pauroso in genere, mi piace affrontare il rischio, ma come mi insegna il mio maestro di judo, il rischio deve essere valutato per essere meglio affrontato. Non sono d’accordo con i miei compagni di scuola che dicono che sono esagerato e che se viene l’alluvione allora ci penseremo. Mi dicono pure che me la tiro e che di queste cose è meglio non parlarne.
Io invece penso che bisogna parlarne per conoscere e per intervenire. Ho fatto alcune ricerche su internet e tutte dicono che tutti i Comuni dovrebbero preparare  un PEC, Piano di Emergenza Comunale. Questo piano si fa in tempo di pace  (così è scritto sul sito) per funzionare in tempo di emergenza. Il PEC dovrebbe stabilire (per non sbagliare copio dal sito)   le emergenze del territorio, stabilire i piani di intervento in caso di calamità, stabilire delle “vie di fuga” per raggiungere aree di “attesa” dove il personale che può essere anche volontario, ti accoglie o ti manda in zone “di ricovero”.
Caro Sindaco, il nostro Comune ce l’ha un PEC?
Il PEC dovrebbe prevedere anche tutte quelle operazioni  che si dovrebbero fare prima delle emergenze, come per esempio la pulizia dei fossi, il controllo sotto i ponti per vedere se qualcuno ci va a buttare cose che impediscono all’acqua di passare. Ho sentito dire addirittura che qualcuno ha messo una piscina dove dovrebbe passare l’acqua.
Caro Sindaco,  perché  permette tutto questo?
Ho letto che il PEC deve essere scritto e comunicato ai cittadini perché i cittadini devono imparare  a comportarsi correttamente e devono sapere anche dove possono ricevere informazioni.
Quando ho chiesto a mamma e papà se loro conoscevano questo piano, si sono messi a ridere, ma a me questa cosa non mi fa ridere per niente.
Ho letto  che il Piano va  scritto e poi ci devono essere esercitazioni per preparare tutti i cittadini, ma noi non abbiamo fatto mai nessuna esercitazione.
Ho letto che il piano non è scritto per creare panico, ma  per rendere i cittadini più responsabili. Una cosa che mi ha colpito molto è quella che dice che il Sindaco non deve tranquillizzare a tutti costi la popolazione  perché sennò non  aiuta ad affrontare  il pericolo.
Da grande vorrei fare il geologo per capirci di più e magari diventare volontario della protezione civile per  fare tutte quelle cose che vanno fatte in tempo di pace. Intanto però mi piacerebbe avere una tua risposta, tanti saluti, Claudio

*I dati sono  tratti da "La Protezione Civile del Sindaco" di Giancarlo Manfredi - Associazione Nazionale Disaster Manager nella versione sintetica della pagina face book dell’autore.

giovedì 21 novembre 2013

Le sirene della sfiducia



Per fortuna che c’è la vita privata. Per fortuna che ci sono gli affetti e la stupefacente bellezza del mondo, cose che resistono, nonostante tutto. Per fortuna, perché lo scenario pubblico è davvero deprimente e le sirene della sfiducia sono una tentazione forte, quella di dire che tanto tutto va male, e non andrà bene neppure domani, che tanto “tutti sono uguali”.
Ma “tutti” chi? Chi dice questo, forse fra i “tutti” mette anche se stesso e la sua rinuncia a cambiare le cose, che invece è una strada difficile, frustrante, in salita, ma è pur sempre strada da percorrere.  Chi rinuncia, e dice “tutti”, e ripete “tanto non cambierà niente”, poi che diritto ha di lamentarsi?

Così noi per sabato abbiamo organizzato un’assemblea pubblica, perché noi non ci sogniamo di dire che “tutti sono uguali”, e non vogliamo rinunciare.
Sabato 23, presso la sala piccola della parrocchia di San Giuseppe alle 17.30, parleremo della tassa sui rifiuti e servizi (la Tares) e parleremo di acqua pubblica.
Spiegheremo con i dati perché l’Amministrazione Bacheca (con qualche corsa, con molta buona volontà e impegno, ne siamo consapevoli) entro la prossima settimana potrebbe ancora evitare ai cittadini il salasso dell’ultima rata TARES.
Spiegheremo perché negli ultimi anni abbiamo pagato l’acqua non due, ma tre volte.

Il consigliere Minghella ci ha accusato di populismo, e poi, per sostenere le sue ragioni, ha sparato un elenco di cose imprecise, o addirittura fantasiose.

E noi sabato spiegheremo il perché.

Se la sala sarà piena, se in tanti verranno a interloquire con noi, sarà raggiunto il risultato importante di una città che vuole essere informata, ragionare, chiedere.

E sarebbe, questa sì, una gran cosa.


Mozione: Abolizione della TARES per l'anno 2013

Al Presidente del Consiglio Comunale
Mozione : Abolizione della TARES per l'anno 2013

I sottoscritti Consiglieri Comunali,
Premesso
che in data 30.10 2013 è stata approvata la delibera di Consiglio Comunale n°36 avente per oggetto : "Approvazione del Regolamento comunale per l'applicazione del Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (Tares); 
che in data 30.10 2013 è stata approvata la delibera di Consiglio Comunale n°37 avente per oggetto : "Approvazione tariffe del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi "TARES" anno 2013; 
che l'applicazione del regolamento e delle tariffe relative alla TARSU ha apportato un aumento considerevole per i contribuenti a fronte di un servizio scadente e insoddisfacente (come fatto rilevare anche dalla stessa amministrazione comunale);
che settori, quali quelli della ristorazione, commercio e turismo, con l'applicazione della TARES subiranno un aumento anche del 100% rispetto all'anno precedente;
che appare quanto mai opportuno non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini in un periodo di ristrettezza economica e difficoltà;
Visto
Il comma 4-quater, dell'art. 5 della Legge 28 ottobre 2013, n. 124, prevede che:
....Omissis....Nel caso in cui il comune continui ad applicare, per l'anno 2013, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), in vigore nell'anno 2012, la copertura della percentuale dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo e' assicurata attraverso il ricorso a risorse diverse dai proventi della tassa, derivanti dalla fiscalita' generale del comune stesso.
Impegnano
il Consiglio Comunale, ad annullare le delibere 36 e 37 del 30.10.2013, abolendo la TARES per l'anno 2013, con conseguente ritorno alla TARSU.

I Consiglieri Comunali: 
Massimiliano Fronti Andrea Bianchi Paola Rocchi Piero Vincenzi Marina Ferullo
Santa Marinella 16.11.2013

mercoledì 20 novembre 2013

Pagare meno si può

No
alla TARES
(Tassa sui rifiuti e servizi)
si puo' fare....
Firma la petizione per chiedere
al Consiglio Comunale l'abolizione della
TARES
per non pagare la
TERZA RATA di Dicembre.
Partecipa all'assemblea
Sabato 23 Novembre ore 17.30
Sala Flamina Odescalchi

Progetto Centro, PD,ACP
I Consiglieri Comunali

martedì 19 novembre 2013


Il bello che c’è


“Non esiste una nazione meglio attrezzata per affrontare un futuro di economia sostenibile. Siamo il Paese più bello del mondo e la bellezza è oggi la merce più ricercata. Abbiamo immensi giacimenti culturali, una miscela unica di meraviglie naturali e costruite nei secoli, una posizione centrale nel Mediterraneo, una situazione climatica ideale per produrre energia pulita, con sole, acqua, vento.”
                                                                                             Renzo Piano                                                                                                                                                                  
E se scommettessimo sulla bellezza?          



                                                                                 Foto di Patrizio Demartis

Il suggerimento viene dall’Unesco che dedica la settimana dello sviluppo sostenibile  - 18/24 novembre 2013 - al tema dei paesaggi  della bellezza. L’Italia conta ben 49 siti dichiarati  patrimonio dell’umanità, siti naturali e soprattutto  storici: le Dolomiti, i sassi di Matera, Pompei, Siena, Firenze, Venezia, Roma …
La caratteristica delle nostre città  è la sapiente integrazione  tra l’eleganza prodotta dall’uomo e la bella cornice naturale dove sorgono.  Certo nel XX secolo molto si è fatto per distruggerle affiancando ai meravigliosi centri storici periferie anonime e  cementificate che ne alterano  i  profili.
Ma proprio in tempo di crisi, lo sviluppo sostenibile potrebbe rivelarsi un’ opportunità per costruire il  futuro:  qualità della vita,  energia rinnovabile, nuovo modo di spostarsi e di alimentarsi.
Tanto più per cittadine di recente ubicazione come S. Marinella, che - costruite troppo in fretta e spesso in barba ad  ogni idea di pianificazione - appartengono per fortuna a un territorio che aspetta solo di essere scoperto e preservato nella sua bellezza naturale ed archeologica.
I monti e le colline tra  Allumiere, Tolfa, Manziana, Cerveteri e  Santa Marinella  sono stati  dichiarati dall’ Unione Europea Zona a Protezione Speciale (la biodiversità che li contraddistingue ne fa un unicum geografico: 30 specie circa di orchidee selvagge, 130 tipi di uccelli,  90 di farfalle ed altre rarità ancora, come la vite silvestre o un particolare tipo di felce); dove inoltre  è possibile rinvenire  siti  archeologici  che interessano varie epoche dalla romana alla etrusca fino a risalire  a quella più antica dell’ età del bronzo. Per non parlare delle cave di allume o del castello di S. Severa, della miniera a La Roccaccia o del forte Michelangelo.

In rete con le città confinanti è possibile pensare ad un circuito turistico da affiancare a quello più tradizionale che conduce a Roma? Un itinerario alternativo per chi apprezza la natura e la storia e ama trascorrere giornate in allegria con prelibatezze culinarie della tradizione locale?

domenica 17 novembre 2013

Il delegato Minghella e i 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno, ovvero: la fantasia al potere


Premessa: in questo post del 16 novembre 2013 avevamo illustrato le motivazioni di un nostro esposto alla Corte dei Conti sulla questione dei 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno.
Il giorno dopo con questo articolo prontamente il delegato Minghella ci risponde sui giornali telematici.

Ecco il nostro commento.

L'esposto che abbiamo presentato in Corte dei Conti a proposito della causa persa con il Consorzio Medio Tirreno ha spinto il delegato ai tributi a dare la sua versione. Forse voleva rassicurarci; in realtà è riuscito a farci preoccupare ancora di più per come ha fantasiosamente trasfigurato la realtà.
Innanzi tutto i fatti.
Lui dice che il  Comune ha chiesto il lodo arbitrale contro il Consorzio Tirreno: falso: è il consorzio che ci ha chiamati in causa perché non pagavamo canoni e adduzione di acqua per gli anni 2009 e 2010, malgrado che i nostri rappresentanti nel Consorzio avessero approvato il bilancio che imponeva quei pagamenti.
Lui dice che eravamo usciti dal Consorzio: falso: la relativa delibera da sola non basta; per uscire davvero ci vuole l'assenso degli altri consorziati: assenso mai chiesto né ottenuto.
Lui dice che la causa  riguardava anche il 2011 il 2012: falso: La causa riguardava solo il 2009 e il 2010, anni cui si riferiscono i 400.000 euro da dare al Consorzio. I 160.000 euro sono per gli anni successivi e si aggiungono ai 400.000, non vi sono compresi.
Secondo Minghella la causa l'avremmo fatta per costringere ACEA a pagare!  Questa, malgrado una certa frequentazione del diritto, non l'avevo mai sentita. Andare in causa con Medio Tirreno per far pagare ACEA meriterebbe il Nobel per l'astuzia!  Domanda: non sarebbe stato più semplice fare causa ad ACEA senza perdere prima con Medio Tirreno?
Infine: lui dice che noi pagheremo i 400.000 euro e poi Acea ci ridarà i soldi. E come facciamo? A quanto è dato sapere, ACEA già non ha mai pagato somme sicuramente dovute, cioè i circa 100.000 euro l'anno per l'uso delle strutture (forse perché mai chiesti?). E adesso Minghella pensa di chiedere ad ACEA denaro che siamo stati condannati a  pagare per aver commesso errori ed omissioni gravissime di cui ACEA sicuramente non è responsabile? Buona fortuna (a noi più che a lui)

Forse sarebbe stato meglio un sobrio e dignitoso silenzio.