Dopo quattro banchetti e la raccolta di seicento firme, è stata in questi giorni consegnata in Comune una mozione articolata, elaborata da ACP, SEL , associazione E’ possibile
sulla questione del pericolo alluvioni,
sulla messa in sicurezza dei fossi e sul Piano di Emergenza Comunale.
Ecco le richieste che l’opposizione rivolge alla Maggioranza : 1) accelerare gli iter
burocratici per la messa in sicurezza dei fossi Guardiole, Ponton del Castrato
e Castelsecco,
2) cambiare il Piano Triennale delle opere pubbliche con cui la
maggioranza Bacheca prevede di spendere quasi 3 milioni di Euro e per fare una
piazza nel 2016, ma rimanda al 2017 gli interventi sui fossi,
3) progettare,
investire risorse ed eseguire lavori di miglioramento sulle fognature nei punti
critici del territorio a rischio allagamenti (Valdambrini, via dei Fiori, Quartaccia, lungomare Marconi, Via IV Novembre, via Aurelia tratto centrale),
4) accelerare le pratiche per
l’approvazione del Piano di emergenza comunale
La mozione, che approderà in Consiglio comunale con la firma della consigliera Rocchi, parte
da un documento che dovrebbe essere ben noto ai nostri amministratori: nell’ultimo
Piano di Assetto Idreogeologico della Regione Lazio il nostro territorio è fra
quelli a rischio, numerose aree abitate
della città di S. Marinella sono classificate con il massimo livello di
pericolosità per inondazione, ed in particolare sono citati nel paragrafo “pericolo
idraulico” i Fossi delle Guardiole,
Ponton del Castrato, Delle Vignacce, Santa Maria Morgana, Valle semplice,
Castelsecco,Ponte Nuovo, Rio Fiume, Eri.
Non si tratta di solo pulizia annuale, quindi:
questi fossi andrebbero messi tutti in sicurezza con opere a monte e nel centro urbano.
Ebbene Bacheca lo sa benissimo ma le sue amministrazioni procedono
lente e distratte.
Le progettazioni in corso sono solo tre: Guardiole, Ponton del Castrato e Castelsecco, e per quanto riguarda i lavori, la giunta li ha previsti con comodo nel 2017, come se prima non potesse succedere niente.
La più avanzata della progettazioni, quella
per il fosso delle Guardiole, gira per gli uffici niente meno che dal 2008. Nel
2012 è stato approvato il progetto esecutivo, si è reperito un finanziamento
del Ministero dell’ambiente di 500mila euro, si è inviato il progetto alla
Regione, e dopo ciò il nulla. L’ultima volta che il Comune ha scritto alla
Regione per avere notizie del finanziamento era un anno fa. Dicembre 2014. Con il
Ministero non ci risultano i contatti. Per questo nella mozione noi chiediamo
di cambiare marcia: che il sindaco faccia chiarezza sui 500mila euro di
finanziamento e utilizzi tutti i canali a sua disposizione, perché tenere a
bagnomaria un progetto già approvato e finanziato è assurdo.
Su Ponton del Castrato e Castelsecco poi siamo solo agli inizi. In
verità per il primo fosso, quello che nell’81 ha fatto un morto, il progetto
c’è ma ora l’ufficio lo deve vagliare. Quanto tempo ci impiegherà? Saranno poi prese
in considerazione le istanze dei cittadini di Alibrandi, quartiere attraversato
dal fosso? Quello che i cittadini temono non è solo infatti l’alveo del
torrente, ma la sezione del sottopasso. Chiedono un accordo tra Comune e FF.SS,
per il quale c’è bisogno che l’amministrazione si impegni, con determinazione.
Stesso impegno dovrebbe poi essere messo nella ristrutturazione della
rete fognaria nei punti critici. Non sono molti, ma sono sempre quelli, e la
giunta Bacheca da anni continua ad ignorare gli allagamenti che puntualmente
colpiscono case e strade di certe vie: Valdambrini e Via dei Fiori basse, la
Quartaccia, in particolare all’altezza dell’ex passaggio a livello, lungomare Marconi, la via Aurelia
nel tratto centrale, il sottopasso pedonale ex ponte dei carabinieri, il ponte
di via Lazio, via IV Novembre. La mozione chiede alla giunta di prevedere un
piano di intervento in questi punti, affinché le criticità siano superate in
modo strutturale.
Infine c’è il PEC, il Piano di Emergenza Comunale. A chi avesse la pazienza di leggersi le nuove Linee
Guida della Regione Lazio uscite lo scorso luglio risulterebbe chiara la
colpevole mancanza della maggioranza Bacheca. Se avesse portato in Consiglio
comunale il Piano che aveva nei cassetti da aprile, ora il PEC sarebbe valido e
da aggiornare solo fra un anno. Siccome così non è stato fatto, che almeno ora
si possa chiudere questa vicenda di cui ormai si parla da anni.
Strano, perché quando vuole la giunta Bacheca fa in fretta. E’
per le cose importanti che interessano tanti cittadini che va lenta
e distratta.
ACP – SEL – Associazione E’ possibile
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