sabato 28 dicembre 2013
Su IRPEF e altro
In vista della discussione in Consiglio comunale sull'IRPEF, segnaliamo un interessante link che riassume le aliquote del nostro Comune e fornisce anche altre interessanti informazioni, ad esempio dati statistici su Santa Marinella o titoli di studio e professioni del Consiglio comunale e della giunta.
http://www.comuni-italiani.it/058/097/amm.html
Nel portale sono presenti anche le aliquote degli altri Comuni, per chi volesse fare un confronto.
Qui segnaliamo: Santa Marinella ha un'aliquota unica allo 0,4 (la delibera del prossimo Consiglio prevede l'abbassamento a 0,3), introdotta nel 2008 dalla prima giunta Bacheca.
Civitavecchia: aliquota unica 0,3
Tarquinia: aliquota unica 0,6
Ladispoli: esenzione fino a 10.000 euro di reddito, aliquota ordinaria all'0,8
Allumiere: aliquota unica 0,4
Consiglio comunale del 30 dicembre
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare al Consiglio comunale convocato per il 30 dicembre alle ore 15,30.
Forniamo qui di seguito l'ordine del giorno.
Segnaliamo il particolare interesse dell'interrogazione sulla vicenda dell'acqua (Medio Tirreno e Acea, su cui torneremo anche dopo la discussione in Consiglio), la mozione presentata da ACP e PD sui Piani di Abbattimento delle Barriere Architettoniche (di cui Santa Marinella è priva), la delibera sulla riduzione dell'IRPEF, sul trasporto SAP, sul nuovo regolamento per l'acquisizione in economia di benei e servizi.
martedì 24 dicembre 2013
I guanti che fa Francesca (ovvero BUON NATALE A TUTTI)
(dal mercatino di Natale del Parco Maiorca) |
I guanti che fa
Francesca lasciano libere le dita, ma sono così caldi che ad un certo punto te
li devi persino togliere. Francesca li fa con la lana pura, tinta in modo
naturale, tessuta con procedimenti naturali, per esempio a mano,come fa
Francesca. Per le sue attività Francesca è molto tecnologica e sta in contatto
con posti lontanissimi, ma i suoi guanti fatti a mano provengono anche da un
mondo in cui ancora esistono, per l’appunto,
le mani.
In questo mondo, governa la
natura con i suoi cicli; esistono gli
animali, gli uomini, e il tempo lento per fare le cose. Non ci sono
gli elfi di Amazon, cioè quei lavoratori a catena che in efficientissimi
capannoni spediscono di tutto, sottopagati e in condizioni precarie – così come
racconta questa settimana il numero della rivista Internazionale.
Dietro ai guanti di Francesca (ai cappelli, ai maglioni),
c’è Francesca che li fa, li inventa, li fabbrica e poi li vende, per pochi euro
(perché si vede che a lei sta bene così) nei mercatini in cui c’è artigianato
vero. Ma quello veramente vero.
Per esempio il mercatino di Natale al parco Maiorca. La
locandina degli organizzatori specifica
che l’iniziativa ha avuto “il
patrocinio gratuito” del sindaco e del delegato al Turismo, e questo significa
che il Comune non ha sganciato un euro, al contrario di quanto è successo al
largo Gentilucci, dove tutto è costato la modica cifra di 34mila euro (gonfiabili e transenne di metallo comprese)
Per esempio la pista di ghiaccio, per cui il ghiaccio vero te lo
devi portare da casa. Il suo montaggio è costato 11milaeuro, ma per pattinare i
ragazzi pagano. Due euro ogni mezz’ora. In effetti pure Babbo Natale e la Befana tanti frugali non sono stati: per montare il villaggio di Babbo ci sono voluti 2mila euro, mentre per i suoi regali la Signora Befana ha avuto bisogno di spenderne 6mila.
A confronto, sono stati molto, molto più economici i guanti di Francesca.
Quindi facciamo TANTI AUGURI DI BUON NATALE E DI FELICE ANNO NUOVO
a lei, e a tutti i santamarinellesi.
Soprattutto a quelli più creativi, a quelli più vitali, a quelli che credono
che stare insieme sia un valore in sé, a quelli
disinteressati, a quelli che non cercano di lucrare su tutto, non
cercano vantaggi personali a tutti i costi, non bramano posti in prima fila, a quelli degni di fiducia, a quelli che si
danno da fare, con la testa e con le mani, per generosità.
(la pista di pattinaggio "su ghiaccio" a Largo Gentilucci) |
venerdì 13 dicembre 2013
AAA cercasi delegato al decoro - o anche semplicemente "il decoro"
Lo confessiamo, non siamo riusciti a capire chi sia il delegato al decoro. Non siamo neppure riusciti a trovare sul sito ufficiale del Comune il link sulla foresta di deleghe assegnate!. Nel caso qualcuno avesse avvistato delegato e link, ce lo faccia sapere. Intanto dedichiamo a tutti le seguenti foto di Gualtiero Caliumi.
AAA decoro urbano cercasi (per non parlare poi di cartacce e sporcizia varia in giro...)
AAA decoro urbano cercasi (per non parlare poi di cartacce e sporcizia varia in giro...)
giovedì 12 dicembre 2013
Per Resistere e Ricostruire
“ Dialogo sulla Costituzione ”
venerdì 13 dicembre alle ore 16,00 in Santa Marinella
via Alessandro Volta n. 1,
con la partecipazione della prof.ssa Paola Marsocci
Università “La Sapienza” di Roma.
PARTECIPIAMO NUMEROSI!
giovedì 5 dicembre 2013
Batteri e Trialometani nell'acqua di alcuni quartieri
Acqua putrida, con batteri per cui non serve neppure la bollitura. Trialometani, una sostanza chimica nociva alla salute. Questa è l’acqua che arriva nei rubinetti delle zone alte di Santa Marinella e noi denunciamo con grande forza l’inefficienza della giunta Bacheca su due punti. Il primo è la tolleranza che i nostri amministratori hanno avuto con Acea che doveva realizzare l’allaccio con le condutture di via delle Colonie, per il distacco definitivo dall’acqua inquinata di HCS. Il 27 settembre 2012 con grande enfasi il sindaco Bacheca e l’allora assessore Degli Esposti avevano strombazzato il loro personale successo su questo punto. Hanno avuto il coraggio di affermare questo: siamo “estremamente soddisfatti poiché alle chiacchiere abbiamo saputo ancora una volta dimostrare con i fatti l’impegno di questa amministrazione nel risolvere problemi decennali”. Davvero un grande impegno se nel giro di pochi giorni sono tornate le ordinanze che vietano l’uso potabile dell’acqua. Quell’impegno ora è chiaro: hanno lasciato che Acea non rispettasse la data annunciata per terminare i lavori, gennaio 2013.
Tale termine
è in ritardo di 11 mesi e la giunta Bacheca come ha operato nel frattempo?
La seconda
cosa che riteniamo gravissima è la mancanza di informazione. Il sindaco aveva
tutti i mezzi per informare bene, capillarmente e per tempo la popolazione
della non potabilità dell’acqua e invece questo non è stato fatto. Sappiamo per
certo di molti abitanti delle zone coinvolte che per giorni non hanno saputo
niente dell’ordinanza del 19/11/2013 appesa
in qualche foglio in giro per i pali della luce. Hanno continuato a preparare
la minestra per i bambini, lavarsi i denti, cuocere la pasta e lavare l’insalata
con acqua contaminata, talmente contaminata che non ci si può neppure lavare,
talmente contaminata che neppure il cloro è bastato per abbattere i batteri.
Anzi questi sono aumentati e il cloro ha generato i Trialometani, come si legge
nella successiva ordinanza del 27/11/2013.
Questa ordinanza del sindaco non consente la somministrazione dell'acqua
per uso potabile nelle seguenti zone:
- · POGGIO BELLAVISTA,
- · LE CESE,
- · COLLE DELL'ARA,
- · VIA COLFIORITO E TRAVERSE,
- · RIMESSA DELLE GUARDIOLE,
- · CAMPO SPORTIVO COMUNALE,
- · ZONA A MONTE DI VIA GALILEI (ESCLUSO LICEO SCIENTIFICO)
ORDINA inoltre LA INEFFICACIA DELLA BOLLITURA DELL'ACQUA
PER RENDERLA POTABILE.
Ora sono
giunte le ultime assicurazioni: a giorni sarà tutto risolto.
Che almeno
abbiano la decenza di ammettere i loro errori e chiedere scusa ai cittadini.
Gli attivisti di “Un’altra città è possibile”
Il Coordinatore Paolo Montaldo
La consigliera Paola Rocchi
giovedì 28 novembre 2013
Perché sono rimasta a casa
Chiedo scusa agli elettori di “Un’altra città è possibile”
se stasera non ho partecipato al Consiglio comunale. Nessuno dei consiglieri di opposizione
lo ha fatto, e anzi oggi pomeriggio abbiamo protocollato la richiesta di rimandare
la seduta e riconvocare il Consiglio
secondo le modalità prescritte per legge, stavolta. Infatti il punto è proprio
questo: non abbiamo potuto partecipare al Consiglio semplicemente perché i documenti
ci sono stati consegnati solo poche ore fa, oltre ad altri vizi di forma nel numero dei
giorni dalla convocazione a stasera.
Quando si tratta di Consigli comunali la faccenda del tempo
è essenziale.
L’opposizione ha il compito di valutare atti che non ha mai
visto, che non ha prodotto, che non ha condiviso. Affinché tale controllo abbia
un minimo di dignità (e di senso) i consiglieri devono avere il tempo di
leggere le bozze di delibere, rileggerle, raccogliere dati, fare giri negli
uffici, discuterne insieme, farne una sintesi.
Il Consiglio di stasera prevede punti importanti, purtroppo.
Ben tre interrogazioni presentate da noi (tra cui una relativa allo stato dei
fossi e alla mancanza di un Piano di Emergenza Comunale, presentata più di un
mese fa) e inoltre una delibera su debiti fuori bilancio ed una sulla
salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Le risposte alle interrogazioni ci sono state recapitate
martedì, e non avrebbero costituito problema: le altre due delibere, però,
presuppongono competenze tecniche tali che non si possono improvvisare.
Del resto, anche chi possiede tali competenze ha diritto al
tempo necessario per esprimere una valutazione meditata.
Le bozze delle due delibere sono state disponibili solo
nella tarda mattinata di oggi, quindi mi è mancato il tempo, ci è mancato il tempo, per approfondirle.
Chiedo scusa, ma mi permetto di esprimere un sentimento: mi
dispiace di essere stata costretta a venir meno ad un impegno, ma non mi
strappo i capelli all’idea di aver perso una seduta di Consiglio, se non altro
perché l’ultima, quella di due giorni fa, ancora è piuttosto recente…
Nell’ultima seduta di
martedì 26 novembre l’opposizione
ha cercato di dimostrare alla maggioranza come fosse ancora possibile abolire
la TARES e tornare a TARSU. Ha mostrato circa 600 firme raccolte in 3 giorni.
Ha argomentato con cifre e dati, stringenti e credibili.
La maggioranza ha
risposto picche ai cittadini e alle nostre cifre, e io non nego il suo diritto
a fare ciò, ma “il modo ancor m’ offende”, e lo dico da cittadina, prima che da consigliera
comunale.
Quando Fronti ha chiesto un’interruzione del Consiglio per
una riunione di capigruppo, per poter spiegare meglio, per proporre una
tempistica, il capogruppo PDL Marco Maggi (che è lo stesso di 5 anni fa) ha preso la parola
e come già fatto diverse volte nel corso dei 5 anni ha detto forte e chiaro
così (quasi con le stesse parole dei 5 anni): ringraziamo la minoranza per il
contributo, ma noi andiamo avanti per la nostra strada.
Quando poi, dopo aver
discusso la delibera sulla Tares, siamo passati a discutere di bilancio, quando
poi siamo tornati sul fatto che, con la TARES, il Comune di Santa Marinella finisce
per avere oltre 7 milioni da spendere nell’unico mese che manca alla fine del
2013, alcuni di maggioranza hanno
cominciato a mandare messaggi altrettanto forti e chiari: fatela finita che ci
avete stufato.
Peccato, perché si lavora per la città.
Peccato che i nuovi (quelli che non sono mai venuti in
Consiglio comunale in precedenza) non sappiano cosa è successo nei trascorsi 5
anni, e quanto temiamo la continuità - degli atteggiamenti e delle decisioni,
tipo Consigli comunali in cui i documenti vengono consegnati poche ore prima
della seduta. Con la minoranza che protesta, scrive, chiede e quindi resta a casa.
Peccato.
Paola Rocchi
p.s. Giunge notizia che la maggioranza ha regolarmente svolto il Consiglio comunale. Senza l'opposizione tra i piedi è durato pochissimo.
p.s. Giunge notizia che la maggioranza ha regolarmente svolto il Consiglio comunale. Senza l'opposizione tra i piedi è durato pochissimo.
lunedì 25 novembre 2013
Convocazione del Consiglio Comunale
Inviatimo tutti i cittadini a partecipare alla prossima e importante riunione di Consiglio Comunale che si terrà martedì 26 novembre alle ore 18.00 presso la sala Flaminia.
Saranno trattati tutti temi relativi al Bilancio (di previsione!) 2013.
Questo il link per visionare l'ordine del giorno completo.
http://www.santamarinella.rm.gov.it/news/avvisi/avviso-convocazione-consiglio-comunale-prima-convocazione-26-novembre-2013-e-seconda-con
domenica 24 novembre 2013
Piano di emergenza: ora si può.
Questa è la volta buona: anche S. Marinella può avere un
piano di emergenza comunale. E’ il momento giusto e ci sono i soldi per farlo.
E’ difficile capire quale improbabile combinazione di
idiozia e di ignavia abbiano portato a questa situazione, ma sta di fatto che
uno dei comuni con il più alto rischio idrogeologico del Lazio, il nostro per
l’appunto, non si è mai dotato di un piano di emergenza comunale.
Se è vero che le immagini della Sardegna ci hanno turbato, è
altrettanto vero che le cifre di quell'evento ci hanno terrorizzato.
Nell'alluvione del 1981 noi abbiamo avuto circa 200 mm di pioggia in 24 ore, in
Sardegna ne sono caduti 440 nello stesso periodo di tempo. La pioggia della Sardegna è stata maggiore di
oltre due volte rispetto al nostro alluvione del 1981, un evento
del genere sul nostro territorio avrebbe causato un disastro devastante.
Gestire S. Marinella senza una pianificazione in caso di
emergenza, senza un sistema codificato di allerta e allarme, senza una
procedura per l’evacuazione e per i soccorsi è semplicemente follia.
I soldi stavolta ci sono. Stiamo per approvare il bilancio
di previsione del 2013 e, avendo speso per 11 mesi in assenza di previsione, ci
apprestiamo, condizione mai verificatasi negli ultimi 10 anni, a rilevare un
eccesso di soldi da spendere. Il comune si troverà nella condizione di avere significative
risorse da impegnare nel mese di dicembre, e questo non succedeva da molto
tempo.
Negli ultimi anni “abbiamo” affidato il piano di emergenza a
volontari, professionisti in pensione, amici, parenti di amici. Bacheca ha
portato questo documento in Consiglio Comunale per 3 volte senza che questo atto
avesse mai la compiutezza e le caratteristiche necessarie per l’approvazione.
Per due sedute di seguito è stato messo all'ordine del giorno e ritirato
durante la seduta.
E’ ora di cambiare rotta: il piano di emergenza non lo
devono redigere i volontari bensì professionisti che lo fanno per mestiere.
Bisogna pagarlo perché è una cosa seria.
Martedì c’è il Consiglio Comunale con l’approvazione del
bilancio di previsione: basta approvare un emendamento e impegnare 40.000 euro per questa
cosa. Nel mese di dicembre procedure di affidamento e entro Natale l’incarico è
affidato.
E possiamo sognare. Fatto il piano di emergenza possiamo
pensare ai sistemi di allarme. Le tecnologie ci sono: basta un pluviometro
digitale con una centrale GPRS collegata a 10 telefoni, a facebook, a twitter.
Sappiamo che dopo 80 mm di pioggia a S. Marinella scatta l’allerta, sappiamo
cosa succederà e dove. Basta una cosa del genere, basta guardare dove queste
cose già esistono. Altri 15.000 euro di spesa. Un’inezia. E a quel punto sì che
serviranno i volontari, per fare formazione e sensibilizzazione tra i nostri
cittadini. Basta questo, basta crederci.
Sono stufo. Stufo della stucchevole sequela di demagogia che
segue a ogni disastro naturale. Stufo degli sciacalli dell’informazione,
dell’incompetenza, dei messaggi di cordoglio, delle pagine vuote dei giornali.
E il giorno dopo tutto come prima, giocando ogni anno alla roulette russa della
natura. Ora abbiamo l’opportunità di reagire nell’unico modo possibile
all’evento della Sardegna. Affrontare e risolvere il problema della
pianificazione dell’emergenza del nostro comune.
Possiamo farlo adesso, fare
diversamente sarebbe una follia.
Stefano Massera
Lettera di un adolescente
Caro Sindaco,
In questi giorni è caduta giù un sacco
di pioggia, il cortile di casa mia è diventato una piscinetta e poi c’è stata l’alluvione
in Sardegna. Quando piove, sono sempre un po’ agitato da quando mi hanno
spiegato che a S. Marinella c’è un grande rischio idro-geologico .
Io
non sono un pauroso in genere, mi piace affrontare il rischio, ma come mi
insegna il mio maestro di judo, il rischio deve essere valutato per essere
meglio affrontato. Non sono d’accordo con i miei compagni di scuola che dicono che sono
esagerato e che se viene l’alluvione allora ci penseremo. Mi dicono pure che me la tiro e che di queste cose è meglio non parlarne.
Io
invece penso che bisogna parlarne per conoscere e per intervenire. Ho fatto
alcune ricerche su internet e tutte dicono che tutti i Comuni dovrebbero preparare
un PEC, Piano di Emergenza Comunale.
Questo piano si fa in tempo di pace (così
è scritto sul sito) per funzionare in tempo di emergenza. Il PEC dovrebbe
stabilire (per non sbagliare copio dal sito)
le emergenze del territorio,
stabilire i piani di intervento in caso di calamità, stabilire delle “vie di
fuga” per raggiungere aree di “attesa” dove il personale che può essere anche
volontario, ti accoglie o ti manda in zone “di ricovero”.
Caro
Sindaco, il nostro Comune ce l’ha un PEC?
Il
PEC dovrebbe prevedere anche tutte quelle operazioni che si dovrebbero fare prima delle emergenze,
come per esempio la pulizia dei fossi, il controllo sotto i ponti per vedere se
qualcuno ci va a buttare cose che impediscono all’acqua di passare. Ho sentito
dire addirittura che qualcuno ha messo una piscina dove dovrebbe passare l’acqua.
Caro
Sindaco, perché permette tutto questo?
Ho
letto che il PEC deve essere scritto e comunicato ai cittadini perché i
cittadini devono imparare a comportarsi
correttamente e devono sapere anche dove possono ricevere informazioni.
Quando
ho chiesto a mamma e papà se loro conoscevano questo piano, si sono messi a
ridere, ma a me questa cosa non mi fa ridere per niente.
Ho
letto che il Piano va scritto e poi ci devono essere esercitazioni
per preparare tutti i cittadini, ma noi non abbiamo fatto mai nessuna
esercitazione.
Ho
letto che il piano non è scritto per creare panico, ma per rendere i cittadini più responsabili. Una
cosa che mi ha colpito molto è quella che dice che il Sindaco non deve
tranquillizzare a tutti costi la popolazione perché sennò non aiuta ad affrontare il pericolo.
Da
grande vorrei fare il geologo per capirci di più e magari diventare volontario
della protezione civile per fare tutte
quelle cose che vanno fatte in tempo di pace. Intanto però mi piacerebbe avere
una tua risposta, tanti saluti, Claudio
*I dati sono tratti da "La Protezione Civile del Sindaco" di Giancarlo Manfredi - Associazione Nazionale Disaster Manager nella versione sintetica della pagina face book dell’autore.
giovedì 21 novembre 2013
Le sirene della sfiducia
Per fortuna che c’è la vita privata. Per fortuna che ci sono
gli affetti e la stupefacente bellezza del mondo, cose che resistono,
nonostante tutto. Per fortuna, perché lo scenario pubblico è davvero deprimente
e le sirene della sfiducia sono una tentazione forte, quella di dire che tanto
tutto va male, e non andrà bene neppure domani, che tanto “tutti sono uguali”.
Ma “tutti” chi? Chi dice questo, forse fra i “tutti” mette
anche se stesso e la sua rinuncia a cambiare le cose, che invece è una strada
difficile, frustrante, in salita, ma è pur sempre strada da percorrere. Chi rinuncia, e dice “tutti”, e ripete “tanto
non cambierà niente”, poi che diritto ha di lamentarsi?
Così noi per sabato abbiamo organizzato un’assemblea
pubblica, perché noi non ci sogniamo di dire che “tutti sono uguali”, e non
vogliamo rinunciare.
Sabato 23, presso la sala piccola della parrocchia di San
Giuseppe alle 17.30, parleremo della tassa sui rifiuti e servizi (la Tares) e
parleremo di acqua pubblica.
Spiegheremo con i dati perché l’Amministrazione Bacheca (con
qualche corsa, con molta buona volontà e impegno, ne siamo consapevoli) entro
la prossima settimana potrebbe ancora evitare ai cittadini il salasso
dell’ultima rata TARES.
Spiegheremo perché negli ultimi anni abbiamo pagato l’acqua
non due, ma tre volte.
Il consigliere Minghella ci ha accusato di populismo, e poi,
per sostenere le sue ragioni, ha sparato un elenco di cose imprecise, o
addirittura fantasiose.
E noi sabato spiegheremo il perché.
Se la sala sarà piena, se in tanti verranno a interloquire
con noi, sarà raggiunto il risultato importante di una città che vuole essere
informata, ragionare, chiedere.
E sarebbe, questa sì, una gran cosa.
Mozione: Abolizione della TARES per l'anno 2013
Al Presidente del Consiglio Comunale
Mozione : Abolizione della TARES per l'anno 2013
Premesso
che in data 30.10 2013 è stata approvata la delibera di Consiglio Comunale n°36 avente per oggetto : "Approvazione del Regolamento comunale per l'applicazione del Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi (Tares); che in data 30.10 2013 è stata approvata la delibera di Consiglio Comunale n°37 avente per oggetto : "Approvazione tariffe del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi "TARES" anno 2013;
che l'applicazione del regolamento e delle tariffe relative alla TARSU ha apportato un aumento considerevole per i contribuenti a fronte di un servizio scadente e insoddisfacente (come fatto rilevare anche dalla stessa amministrazione comunale);
che settori, quali quelli della ristorazione, commercio e turismo, con l'applicazione della TARES subiranno un aumento anche del 100% rispetto all'anno precedente;
che appare quanto mai opportuno non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini in un periodo di ristrettezza economica e difficoltà;
Visto
Il comma 4-quater, dell'art. 5 della Legge 28 ottobre 2013, n. 124, prevede che:....Omissis....Nel caso in cui il comune continui ad applicare, per l'anno 2013, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), in vigore nell'anno 2012, la copertura della percentuale dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo e' assicurata attraverso il ricorso a risorse diverse dai proventi della tassa, derivanti dalla fiscalita' generale del comune stesso.
Impegnano
il Consiglio Comunale, ad annullare le delibere 36 e 37 del 30.10.2013, abolendo la TARES per l'anno 2013, con conseguente ritorno alla TARSU.I Consiglieri Comunali:
Massimiliano Fronti Andrea Bianchi Paola Rocchi Piero Vincenzi Marina Ferullo
Santa Marinella 16.11.2013
mercoledì 20 novembre 2013
Pagare meno si può
No
alla TARES
(Tassa sui rifiuti e servizi)
si puo' fare....
Firma la petizione per chiedere
al Consiglio Comunale l'abolizione della
TARES
per non pagare la
TERZA RATA di Dicembre.
Partecipa all'assemblea
Sabato 23 Novembre ore 17.30
Sala Flamina Odescalchi
Progetto Centro, PD,ACP
I Consiglieri Comunali
martedì 19 novembre 2013
Il bello che c’è
“Non esiste una nazione meglio attrezzata per affrontare un
futuro di economia sostenibile. Siamo il Paese più bello del mondo e la
bellezza è oggi la merce più ricercata. Abbiamo immensi giacimenti culturali,
una miscela unica di meraviglie naturali e costruite nei secoli, una posizione
centrale nel Mediterraneo, una situazione climatica ideale per produrre energia
pulita, con sole, acqua, vento.”
Renzo Piano
E se scommettessimo sulla bellezza?
Foto di Patrizio Demartis
Il
suggerimento viene dall’Unesco che dedica la settimana dello sviluppo
sostenibile - 18/24 novembre 2013 - al
tema dei paesaggi della bellezza. L’Italia conta ben 49
siti dichiarati patrimonio dell’umanità,
siti naturali e soprattutto storici: le
Dolomiti, i sassi di Matera, Pompei, Siena, Firenze, Venezia, Roma …
La
caratteristica delle nostre città è la
sapiente integrazione tra l’eleganza
prodotta dall’uomo e la bella cornice naturale dove sorgono. Certo nel XX secolo molto si è fatto per
distruggerle affiancando ai meravigliosi centri storici periferie anonime
e cementificate che ne alterano i
profili.
Ma
proprio in tempo di crisi, lo sviluppo sostenibile potrebbe rivelarsi un’
opportunità per costruire il
futuro: qualità della vita, energia rinnovabile, nuovo modo di spostarsi
e di alimentarsi.
Tanto
più per cittadine di recente ubicazione come S. Marinella, che - costruite
troppo in fretta e spesso in barba ad
ogni idea di pianificazione - appartengono per fortuna a un territorio
che aspetta solo di essere scoperto e preservato nella sua bellezza naturale ed
archeologica.
I
monti e le colline tra Allumiere, Tolfa,
Manziana, Cerveteri e Santa
Marinella sono stati dichiarati dall’ Unione Europea Zona a
Protezione Speciale (la biodiversità che li contraddistingue ne fa un unicum
geografico: 30 specie circa di orchidee selvagge, 130 tipi di uccelli, 90 di farfalle ed altre rarità ancora, come
la vite silvestre o un particolare tipo di felce); dove inoltre è possibile rinvenire siti
archeologici che interessano
varie epoche dalla romana alla etrusca fino a risalire a quella più antica dell’ età del bronzo. Per
non parlare delle cave di allume o del castello di S. Severa, della miniera a
La Roccaccia o del forte Michelangelo.
In
rete con le città confinanti è possibile pensare ad un circuito turistico da
affiancare a quello più tradizionale che conduce a Roma? Un itinerario
alternativo per chi apprezza la natura e la storia e ama trascorrere giornate
in allegria con prelibatezze culinarie della tradizione locale?
domenica 17 novembre 2013
Il delegato Minghella e i 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno, ovvero: la fantasia al potere
Premessa: in questo post del 16 novembre 2013 avevamo illustrato le motivazioni di un nostro esposto alla Corte dei Conti sulla questione dei 400.000 euro da pagare al Consorzio Medio Tirreno.
Il giorno dopo con questo articolo prontamente il delegato Minghella ci risponde sui giornali telematici.
Ecco il nostro commento.
L'esposto che abbiamo
presentato in Corte dei Conti a proposito della causa persa con il Consorzio
Medio Tirreno ha spinto il delegato ai tributi a dare la sua versione. Forse
voleva rassicurarci; in realtà è riuscito a farci preoccupare ancora di più per
come ha fantasiosamente trasfigurato la realtà.
Innanzi tutto i fatti.
Lui dice che il Comune ha chiesto il lodo arbitrale contro il
Consorzio Tirreno: falso: è il consorzio che ci ha chiamati in
causa perché non pagavamo canoni e adduzione di acqua per gli anni 2009 e 2010,
malgrado che i nostri rappresentanti nel Consorzio avessero approvato il
bilancio che imponeva quei
pagamenti.
Lui dice che eravamo usciti dal
Consorzio: falso: la relativa delibera da sola non basta; per
uscire davvero ci vuole l'assenso degli altri consorziati: assenso mai chiesto
né ottenuto.
Lui dice che la causa riguardava anche il 2011 il 2012: falso:
La causa riguardava solo il 2009 e il 2010, anni cui si riferiscono i 400.000
euro da dare al Consorzio. I 160.000 euro sono per gli anni successivi e si
aggiungono ai 400.000, non vi sono compresi.
Secondo Minghella la causa
l'avremmo fatta per costringere ACEA a pagare!
Questa, malgrado una certa frequentazione del diritto, non l'avevo mai
sentita. Andare in causa con Medio Tirreno per far pagare ACEA meriterebbe il
Nobel per l'astuzia! Domanda: non
sarebbe stato più semplice fare causa ad ACEA senza perdere prima con Medio
Tirreno?
Infine: lui dice che noi
pagheremo i 400.000 euro e poi Acea ci ridarà i soldi. E come facciamo? A
quanto è dato sapere, ACEA già non ha mai pagato somme sicuramente dovute, cioè
i circa 100.000 euro l'anno per l'uso delle strutture (forse perché mai
chiesti?). E adesso Minghella pensa di chiedere ad ACEA denaro che siamo stati
condannati a pagare per aver commesso
errori ed omissioni gravissime di cui ACEA sicuramente non è responsabile? Buona
fortuna (a noi più che a lui)
Forse sarebbe stato meglio un
sobrio e dignitoso silenzio.
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